Nuovo stadio Ferraris, approvato il progetto per la riqualificazione a Genova

Approvato il progetto per la riqualificazione dello stadio Ferraris a Genova, con riduzione della capienza e nuove aree pubbliche.

Lavori di riqualificazione dello stadio Ferraris a Genova, con riduzione posti e nuove aree pubbliche
Lavori di riqualificazione dello stadio Ferraris a Genova, con riduzione posti e nuove aree pubbliche

Il progetto di riqualificazione dello stadio Ferraris a Genova ha ottenuto il via libera in conferenza di servizi, aprendo la strada all’avvio dei cantieri entro marzo 2027. La società Genova Stadium, costituita al 50% da Genoa e Sampdoria, ha presentato un piano che prevede modifiche significative all’impianto, tra cui una riduzione della capienza e l’aggiunta di nuove aree pubbliche. L’approvazione, pur con alcune prescrizioni, rappresenta un passo importante per la candidatura della città ad ospitare eventi del campionato Europeo Uefa Euro 2032.

Le modifiche al progetto e la riduzione della capienza

Il progetto, elaborato dall’architetto Hembert Peñaranda, prevede lo spostamento delle scale all’esterno e l’aggiunta di volumi vetrati sulla facciata attuale, senza alterare il disegno originale di Gregotti per Italia ’90. I corpi aggettanti sovrasterebbero in parte la facciata storica, ma il Comune ha ritenuto non ci siano problemi di vincoli, poiché si tratta di una ricostruzione e non del prospetto originale. La capienza, destinata a ridursi, passerà da 33.205 a 31.603 posti, con 150 posti per disabili, di cui 65 in carrozzina.

La riduzione della capienza è stata spiegata da Peñaranda come conseguenza della modifica delle gradinate, portate da 70 a 60 centimetri, che ha comportato una decrescita degli spettatori a causa di problemi di visibilità e vie di fuga poco chiare. Nelle vicinanze dello stadio sarà ricavata un’area di parcheggio al servizio dei club, ma si prevede anche una piazza pubblica allo stesso livello di corso De Stefanis, liberamente fruibile durante la settimana.

Finanziamenti e accordi tra club e Comune

Il progetto si basa sulla cessione del diritto di superficie sullo stadio e su Villa Piantelli per 90 anni. I club garantirebbero investimenti per 100 milioni di euro, di cui 55 milioni con un finanziamento a medio-lungo termine, e contano di ottenere contributi pubblici per 19 milioni, nonostante il Comune non abbia espresso disponibilità a finanziare direttamente l’operazione. Per i primi cinquant’anni Genova Stadium non verserà alcun canone, una forma di contribuzione indiretta quantificata in 6,6 milioni di euro non incassati, dopodiché i club verseranno una quota di 1,3 milioni all’anno, a partire dal 2077.

Una garanzia a tutela del pagamento è prevista tramite l’accantonamento di una somma in un conto vincolato fruttifero. La sostenibilità finanziaria dell’operazione è un tema di attenzione per il Comune, che ha espresso la necessità di chiarimenti su come i finanziatori garantiranno la realizzazione del progetto. La definizione puntuale del progetto, comprese le condizioni e le incognite, è demandata alle successive fasi “progettuali, convenzionali e di gara”.

La candidatura di Genova ad Euro 2032 richiede la solidità finanziaria del progetto, che dovrà essere blindata entro ottobre 2026, quando la Figc presenterà la lista dei 5 stadi italiani. La città concorre con altre dodici città, tra cui Milano, Roma e Torino, ma anche Napoli, Bologna e Firenze, che dispongono di impianti più capienti. L’intervento avrà una durata stimata di circa 36-42 mesi, con l’obiettivo di completare le opere entro il 2031 per il collaudo e l’idoneità Uefa. La riduzione della capienza e la gestione dei parcheggi sono i nodi più delicati del progetto. Il Comune ha stabilito che l’area del parcheggio sulla piastra del Bisagno dovrà mantenere una funzione pubblica e non potrà essere destinata ad uso esclusivo privato. Il problema del parcheggio per i tifosi ospiti rimane irrisolto, come segnalato dalla polizia locale.