Nuovi documenti svelano dettagli sulla fuga antifascista da Lipari del 1929

Due documenti inediti rivelano dettagli sulla fuga di Rosselli, Nitti e Lussu da Lipari nel 1929.

Documenti inediti mostrano il percorso della fuga antifascista da Lipari nel 1929
Documenti inediti mostrano il percorso della fuga antifascista da Lipari nel 1929

Due documenti inediti arricchiscono la memoria sull’antifascismo alle Eolie

Il 30 luglio, il centro studi eoliano presenterà due documenti inediti che offrono nuovi dettagli sulla fuga antifascista da Lipari del 1929. L’evento, che si svolgerà durante una serata dedicata alla rievocazione del momento storico, metterà in luce testimonianze rare e un’importante piantina disegnata da Gioacchino Dolci, noto per il logo di Giustizia e Libertà. I documenti, ritrovati e restaurati, sono frutto di un lavoro di ricerca che ha portato a scoperte significative sulla vita e le attività dei leader antifascisti. La piantina di Dolci è un elemento chiave per comprendere il percorso della fuga. Disegnata nell’immediatezza dell’evento, la piantina mostra dettagli geografici e strategici che hanno contribuito a salvare la vita di Emilio Lussu, Carlo Rosselli e Francesco Nitti. La piantina, arrivata a Giuseppe La Greca, storico delle Eolie, è stata resa disponibile grazie a un’eredità familiare e a un’attenta collaborazione tra storici locali.

Un articolo di Caterina Buttà racconta la vita a Lipari durante il confino

Il primo documento è un articolo scritto da Caterina Buttà, preside della scuola media statale Galileo Galilei, nata a Neviano degli Arduini nel 1921. La Buttà, figlia di un eoliano, ha vissuto a Lipari nella seconda metà degli anni Venti, durante la stagione del confino antifascista. L’articolo, pubblicato nel 1975 sul periodico “Paese Nostro” di Cavriago, racconta la sua esperienza e quella di una figlia di un confinato politico, Franca Brighenti. La famiglia Buttà, composta da Caterina, Giuseppina (1924) e i genitori, ha vissuto la lunga stagione del confino e ha cercato di sfuggire alle persecuzioni fasciste nel 1940, tornando in Emilia Romagna.

La testimonianza di Caterina Buttà è un ricordo prezioso per la memoria storica. L’articolo, di due pagine, offre un’immagine vivida della vita a Lipari durante il periodo del confino e delle tensioni politiche. La Buttà ha rievocato i giorni trascorsi insieme a Franca Brighenti, una ragazza che aveva conosciuto il confino come sua famiglia.

La piantina di Gioacchino Dolci, disegnata nell’immediatezza della fuga del 27 luglio 1929, mostra dettagli geografici e percorsi utilizzati per la fuga, con tratteggi in rosso e blu che indicano le rotte seguite da Rosselli, Nitti e Lussu. La piantina, ritrovata tra le carte ereditate da Antonella Dolci, figlia di Gioacchino e Luigia Nitti, è arrivata a Giuseppe La Greca, storico delle Eolie. La piantina mostra la costa sottostante la Chiesa di San Giuseppe, con un tratteggio che indica il percorso fatto da Paolo Fabbri per avvertire Lussu e Rosselli. In acqua, i percorsi sono tracciati in rosso e blu, con lettere che indicano punti chiave come A, B, C, D, E. La piantina è un elemento cruciale per ricostruire l’evento storico e comprendere le sfide affrontate dai fuggitivi.

La collaborazione tra storici ha permesso di recuperare documenti inediti. La piantina, insieme all’articolo di Buttà, è un esempio di come il lavoro di ricerca e la collaborazione tra storici possano portare alla luce testimonianze rare e significative. Questi documenti arricchiscono la conoscenza del periodo storico e offrono un’immagine più completa della vita a Lipari durante il confino antifascista.