Mattia Atzori Corona, 29 anni, premiato per studi sui neutrini e materia oscura

Premiato per studi sui neutrini e materia oscura, Mattia Atzori Corona, 29 anni, originario di Carbonia, vince il premio Bruno Rossi e il Stanghellini.

Giovane scienziato originario di Carbonia premiato per studi sui neutrini e materia oscura
Giovane scienziato originario di Carbonia premiato per studi sui neutrini e materia oscura

Un giovane scienziato premiato per studi sui neutrini

Mattia Atzori Corona, 29 anni, originario di Carbonia, ha vinto il premio “Bruno Rossi” per la sua tesi sui fenomeni di interazione dei neutrini e le loro applicazioni. L’assegnista di ricerca presso la sezione dell’Istituto nazionale di fisica nucleare dell’Università Roma Tor Vergata ha ricevuto il riconoscimento da parte della commissione scientifica nazionale. Il premio, che si aggiunge al recente riconoscimento del premio Stanghellini della Società italiana di Fisica, segna un traguardo importante per il giovane scienziato, che ha dimostrato una profonda competenza nel campo della fisica delle particelle.

La sua ricerca ha contribuito a rendere la materia oscura un pochino meno oscura. I neutrini, particelle subatomiche elusive, sono al centro degli studi di Mattia, che ha spiegato come le loro interazioni possano fornire informazioni cruciali per comprendere l’universo. La sua tesi è risultata la migliore tra quelle presentate per il bando rivolto agli studi sulle astro particelle.

Un percorso di passione e dedizione

Il percorso di Mattia ha iniziato nel 2014, quando al liceo scientifico cittadino ha aderito al progetto “Messaggi dal cielo”, finanziato dall’Infn. «Fu la prova definitiva che mi fece appassionare alla fisica astro particellare», ha raccontato. Dopo la laurea triennale e magistrale in fisica a Cagliari, con 110 e lode, il giovane ha intrapreso il dottorato di ricerca e si è trasferito all’Istituto nazionale di fisica nucleare. «Ho sempre alimentato dall’adolescenza la passione e il desiderio di capire come avvenissero i fenomeni terrestri ed universali», ha spiegato.

La sua passione per la fisica ha portato a risultati straordinari. I neutrini, pur essendo difficili da osservare, sono considerati un portale per comprendere la materia oscura. «Non se ne conosce la natura, non la massa, le proprietà, le applicazioni: ma per la comprensione dell’universo ci aspettiamo che siano legati ad alcuni quesiti che ci poniamo sulla materia oscura», ha sottolineato Mattia.

Un esempio per i giovani di Carbonia

Mattia non è solo un ricercatore di successo, ma anche un esempio per i giovani di Carbonia. Il liceo scientifico cittadino, da cui è originario, è una fucina di talenti. Questa stagione scolastica ha visto 52 studenti ottenere il massimo dei voti (100 o 100 e lode), di cui la metà del liceo Gramsci-Amaldi. «Non è un caso se questa scuola ha prodotto tanti eccellenti», ha commentato Mattia, che ha condiviso il suo exploit con Andrea Nava, un collega milanese in un altro comparto. La sua carriera è un esempio di come la passione e la dedizione possano portare a risultati straordinari. Attualmente, Mattia esercita attività di ricerca all’Infn portando avanti gli esperimenti denominati Nucleus e Gaia. Il suo lavoro è fondamentale per comprendere l’universo e le sue leggi, grazie a una ricerca che si basa su dati complessi ma di grande impatto scientifico.