MacKenzie Scott dona 26 miliardi in pochi anni, rompendo il modello della filantropia lenta
MacKenzie Scott dona 26 miliardi in pochi anni, rompendo il modello della filantropia lenta

MacKenzie Scott, ex moglie del fondatore di Amazon Jeff Bezos, ha donato 26 miliardi di dollari in un breve periodo, rompendo il modello tradizionale della filantropia tra i miliardari. Mentre la maggior parte dei miliardari si attarda nel processo di donazione, Scott ha scelto un approccio rapido e diretto, mettendo in discussione le abitudini consolidate del settore. La sua strategia ha suscitato attenzione e lode, ma non è passata inosservata neppure da chi la critica, come Elon Musk, che ha espresso un giudizio negativo sulla sua filantropia.
Un modello diverso di filantropia
La filantropia tradizionale, come sottolinea Bridgespan, un’azienda di consulenza per il settore non profit, è spesso lenta e inefficiente. Mentre i miliardari tendono a concentrarsi su costi, sprechi e procedure complesse, Scott ha scelto un approccio basato sulla fiducia e sulla libertà di utilizzo dei fondi. Questo metodo, chiamato “filantropia basata sulla fiducia”, permette alle organizzazioni di decidere come spendere i fondi senza limiti o restrizioni. Noni Ramos, CEO del Housing Trust Silicon Valley, ha espresso apprezzamento per il modo in cui Scott ha donato 30 milioni di dollari al suo istituto. Secondo lei, il metodo di Scott permette una gestione più flessibile e innovativa delle risorse. Questo contrasta con le pratiche tradizionali, che spesso richiedono lunghe procedure, report e condizioni specifiche. La velocità con cui Scott ha agito ha suscitato ammirazione, ma anche perplessità, soprattutto tra i suoi pari.
Un’esperienza di donazione incontrollata
Scott ha dato via 26 miliardi di dollari in un breve periodo, un’azione che si distingue notevolmente da come i miliardari tradizionali distribuiscono le loro ricchezze. Mentre i dati di Bridgespan mostrano che la percentuale di ricchezza donata dai miliardari è rimasta stabile nel tempo, Scott ha scelto di agire senza attendere, fino a quando il “safeguard” non sarà vuoto. Questo atteggiamento ha reso il suo modello di donazione unico e inaspettato.
Jeffrey Bradach, cofondatore di Bridgespan, ha sottolineato come la filantropia dei miliardari sia spesso lenta a causa di una mancanza di forza motrice. Senza un “forcing function”, i donatori tendono a ritardare le decisioni, considerando l’attesa come un costo irrilevante. Scott, però, ha scelto di agire senza attendere, fino a quando il “safeguard” non sarà vuoto. Questo atteggiamento ha reso il suo modello di donazione unico e inaspettato.
La sua filantropia ha suscitato anche l’attenzione di figure come Melinda French Gates, che ha espresso apprezzamento per la sua velocità e la sua determinazione. Tuttavia, non tutti la vedono come un esempio positivo. Elon Musk, ad esempio, ha espresso un giudizio negativo, sostenendo che la filantropia di Scott renda il mondo peggiore. Questo contrasto mette in luce le diverse visioni del ruolo dei miliardari nella società. Nonostante le critiche, il modello di Scott ha suscitato interesse e riflessione nel settore della filantropia. Il suo approccio potrebbe rappresentare una svolta, sebbene il cammino verso una filantropia più rapida e efficace non sia semplice. Per molti, il suo esempio potrebbe ispirare un cambiamento, ma per altri rimane un caso unico e difficile da replicare.
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