Il legale dei Poggi replica a Nordio: “La sentenza viziata da falsa testimonianza non può essere impugnata”
Il legale dei Poggi replica al ministro Nordio sull’assoluzione di Stasi: la sentenza viziata da falsa testimonianza non può essere impugnata.

Il legale della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, ha risposto al ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva espresso dubbi sulla sentenza di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. Tizzoni ha sottolineato che il ministro non ha colto nel segno, soprattutto nel caso specifico di Garlasco, dove la sentenza è viziata da una falsa testimonianza e da mancanze procedurali. Il legale ha ribadito che il ricorso per Cassazione, che controlla il rispetto delle regole nel procedimento, deve rimanere attivo e non può essere soppresso.
La sentenza viziata da una falsa testimonianza
Tizzoni ha spiegato che in primo grado era stata ritenuta fondamentale una testimonianza che è risultata falsa, fornita dall’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto. Secondo il legale, chiedere al ministro se sia corretto che una sentenza si regga su una falsa testimonianza è un punto centrale. Non è corretto sostenere che una sentenza viziata da una falsa testimonianza non possa essere impugnata. Inoltre, ha sottolineato che in primo grado era stata disposta una perizia sulla camminata incompleta, non considerando i gradini che Stasi aveva detto di aver sceso quando ha scoperto il corpo senza vita di Chiara Poggi.
Il processo di secondo grado e le perizie
Per rimediare a queste e altre mancanze, nel nuovo processo di secondo grado sono state disposte tre perizie e l’audizione di parecchi testimoni. Il processo è durato quasi un anno, dall’aprile al dicembre 2014, in ossequio ai principi della Cedu, che prevedono che non si possa limitarsi a rivedere i dati e le testimonianze. Non condivido le considerazioni del ministro sullo specifico caso di Garlasco. Tizzoni ha concluso che non condividerebbe mai che si possa o si debba sopprimere il giudizio davanti alla Corte di Cassazione.
Il legale ha anche commentato la questione che vede Andrea Sempio, accusato di aver ucciso Chiara Poggi, come nuovo indagato. Tizzoni ha espresso sconcerto per il fatto che esista un condannato in carcere e un indagato per gli stessi fatti a piede libero. Ha sottolineato che sarebbe stato più cautelare procedere prima all’analisi della revisione del condannato, in modo da poter procedere con nuove indagini.
Il dibattito sul caso Garlasco continua, con il legale dei Poggi che difende la necessità del ricorso per Cassazione e la validità delle perizie e delle nuove indagini. La questione rimane aperta, con il rispetto delle regole procedurali e la ricerca della verità. La famiglia Poggi attende risposte chiare e giuste, in un processo che ha visto molteplici revisioni e nuove prove.
