L’Italia privilegia la consulenza, ma l’AI è sempre più presente nella gestione finanziaria
Gli italiani usano l’AI per informarsi, ma si fidano poco e preferiscono consulenti per investire.
L’Italia mostra una forte preferenza per la consulenza finanziaria, anche se l’Intelligenza Artificiale (AI) sta diventando una fonte sempre più utilizzata per informarsi e confrontare prodotti. Secondo una ricerca europea commissionata da OVB Holding, il 70% degli italiani attribuisce un’importanza particolarmente elevata alla consulenza individuale, una percentuale superiore a quella dei quattro Paesi coinvolti nella ricerca (Italia, Spagna, Germania, Ungheria e Repubblica Ceca). Il 43% degli intervistati utilizza regolarmente l’AI per raccogliere informazioni e confrontare prodotti finanziari, ma solo il 5% preferisce l’AI per prendere decisioni di investimento. Il resto si fida ancora di più dei consulenti, che rappresentano la scelta principale per decisioni importanti.
Un utilizzo crescente, ma una fiducia limitata
Se l’AI sta diventando una risorsa comune per informarsi, il livello di fiducia nei confronti delle informazioni fornite rimane basso. Il 41% degli intervistati dichiara di avere una fiducia parziale, il 21% una fiducia limitata e il 16% non ne ha alcuna. La principale preoccupazione riguardo all’AI è che le raccomandazioni non siano corrette o inappropriate, un problema che colpisce il 50% dei rispondenti. Inoltre, il 38% non utilizza l’AI per prendere decisioni finanziarie a causa dell’assenza di un contatto personale, il 32% per la mancata considerazione della propria situazione e il 32% per il timore per la protezione dei dati personali.
Un modello ibrido per il futuro
Nonostante le riserve, gli italiani si aspettano che nei prossimi 5 anni la combinazione tra consulente finanziario e AI possa migliorare la qualità della consulenza. Il 51% degli intervistati in Italia si aspetta un miglioramento significativo, un valore superiore alla media europea (47%). Questo indica una crescente consapevolezza del potenziale delle tecnologie, ma anche una chiara preferenza per il contatto umano. La fiducia nella consulenza individuale rimane elevata, con il 70% degli intervistati che la considera fondamentale. La ricerca ha evidenziato che il 75% degli italiani decide di investire con l’aiuto di un consulente, mentre solo il 5% si fida dell’AI. Questi dati mettono in luce un equilibrio tra innovazione e tradizione, con un forte bisogno di orientamento umano nel momento delle decisioni finanziarie più importanti.
Secondo Heinrich Fritzlar, COO di OVB Holding, l’obiettivo è integrare le innovazioni tecnologiche in modo responsabile, combinando la competenza umana con le opportunità offerte dall’AI. Il futuro della consulenza finanziaria non sta nella scelta tra persone e tecnologia, ma in una combinazione intelligente dei rispettivi punti di forza. La ricerca, condotta da IPSOS su un campione di 5.000 risparmiatori tra 18 e 75 anni, ha anche evidenziato una netta preferenza per la consulenza personalizzata, soprattutto in ambiti come investimenti, previdenza pensionistica, assicurazione sulla vita e consulenza sul credito.
