L’effetto delle accise e la coerenza delle politiche pubbliche
L’articolo analizza l’impatto delle accise sui comportamenti dei cittadini e la coerenza tra obiettivi e strumenti delle politiche pubbliche.

Le accise non sono solo gettito
Le accise sui carburanti e sul tabacco non sono semplicemente una fonte di entrata per lo Stato. Sono strumenti che influenzano i comportamenti dei cittadini, guidandoli verso scelte più responsabili. Questo concetto, spesso trascurato, è al centro di un dibattito che riguarda l’efficacia delle politiche fiscali e la loro coerenza con gli obiettivi di salute pubblica e tutela ambientale. Il governo, nel tentativo di alleviare il caro carburanti, ha proposto un taglio generale delle accise, ma questa misura, sebbene immediatamente visibile, potrebbe non rispondere alle esigenze reali delle famiglie più vulnerabili. Un taglio generalizzato non è coerente con l’obiettivo di aiutare le famiglie in difficoltà.
Coerenza tra obiettivi e strumenti
Un taglio generalizzato delle accise riduce il prezzo per tutti, indipendentemente dal reddito o dal bisogno effettivo. Questo approccio, pur utile per alleviare la spesa dei consumatori, non è coerente con l’obiettivo di aiutare le famiglie in difficoltà. Per essere più efficace, sarebbe necessario un trasferimento mirato alle famiglie più esposte, preservando al contempo la funzione delle accise nel correggere i costi sociali del consumo. La coerenza tra gli strumenti utilizzati e gli obiettivi dichiarati è fondamentale per garantire l’efficacia delle politiche pubbliche. La coerenza è la chiave per un’efficace politica fiscale.
Le accise non devono essere valutate solo in termini di gettito, ma anche in base alla loro capacità di orientare i comportamenti. Questo è particolarmente vero per i carburanti e il tabacco, dove i costi sociali sono evidenti. La loro funzione è duplice: finanziare la spesa pubblica e modificare i comportamenti. Gli incentivi di prezzo possono contribuire a modificare i comportamenti, ma raramente bastano da soli. La loro efficacia dipende anche dall’informazione disponibile e dall’esistenza di alternative concrete. Per questo la prevenzione del tabagismo richiede informazione e regolazione, mentre la transizione ambientale richiede trasporto pubblico, infrastrutture e innovazione. Le accise sono dunque uno strumento importante, ma devono essere inserite in una strategia più ampia.
Le politiche pubbliche vengono spesso discusse per compartimenti separati: il fisco da una parte, la sanità dall’altra, l’ambiente da un’altra ancora. Eppure, gli stessi strumenti possono concorrere contemporaneamente a finalità diverse. La coerenza delle politiche non garantisce il successo di una riforma. L’incoerenza, invece, ne riduce quasi sempre le probabilità di riuscita. Lo stesso principio si applica agli obiettivi distributivi. Se l’intenzione del governo è aiutare le famiglie che incontrano maggiori difficoltà a sostenere il costo dei carburanti, un taglio generalizzato delle accise è uno strumento poco coerente, perché riduce il prezzo per tutti, indipendentemente dal reddito e dall’effettivo bisogno. Un trasferimento mirato alle famiglie più esposte sarebbe più coerente con quell’obiettivo e consentirebbe, nello stesso tempo, di preservare la funzione delle accise nel correggere i costi sociali associati al consumo dei carburanti.
Alcune esperienze internazionali mostrano che è possibile conciliare i due obiettivi: mantenere la funzione correttiva delle accise e utilizzare parte del gettito per compensare chi è più esposto ai loro effetti redistributivi. È la logica che ispira il cosiddetto carbon dividend: utilizzare parte del gettito della carbon tax per finanziare trasferimenti alle famiglie, preservando così la funzione correttiva del tributo. Naturalmente, se cambia l’obiettivo, cambia anche la logica della scelta. Se si persegue quello di massimizzare il consenso nel breve periodo, un taglio generalizzato delle accise ha il vantaggio di essere immediatamente visibile. Ma proprio perché il beneficio è distribuito su una platea molto ampia, deve essere sufficientemente consistente da risultare percepibile dai consumatori. In caso contrario, rischia di non modificare né i consumi né i voti.
La coerenza tra gli strumenti utilizzati e gli obiettivi dichiarati è cruciale per il successo delle riforme. Se un governo intende aiutare le famiglie in difficoltà, non può limitarsi a ridurre le accise in modo generico. Deve agire in modo mirato, preservando al contempo la funzione sociale delle accise. Solo in questo modo si può garantire una politica fiscale efficace e giusta. La coerenza tra obiettivi e strumenti è essenziale per una politica pubblica efficace.
