Governo e Forza Italia in bilico: il baratto fallito e la legge elettorale in discussione
Il governo tenta di bypassare le intercettazioni, ma Forza Italia non cede. La legge elettorale rimane al centro delle tensioni.

Il governo tenta di bypassare le intercettazioni, ma Forza Italia non cede
Il governo ha tentato di superare l’ostacolo delle intercettazioni a strascico con un colpo di spugna, ma Forza Italia non ha ceduto sulle preferenze. La mossa, annunciata durante la Cerimonia del Ventaglio, ha visto l’approvazione del decreto Giustizia e Migrazioni con una fiducia al Senato, azzerando automaticamente oltre quattrocento emendamenti. Tuttavia, il testo non ha risolto le tensioni interne al governo, soprattutto riguardo alla legge elettorale. La scadenza per gli emendamenti è slittata al 1° settembre, ma la legge resterà comunque in discussione per un periodo breve.
La legge elettorale rimane al centro delle tensioni La legge elettorale è diventata il fulcro delle discussioni tra i partiti. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso ambiguità sulla durata dell’esecutivo, suggerendo che il voto potrebbe avvenire al 50 per cento a fine legislatura. Tuttavia, Giorgia Meloni ha chiarito che non intende permettere un processo lento, sottolineando l’importanza di un’approvazione rapida. La Lega e Fratelli d’Italia, pur supportando il governo, hanno espresso preoccupazioni per l’impatto delle preferenze e per la riforma elettorale.
Le tensioni interne al partito e la strategia di Forza Italia
Le tensioni interne al partito sono emerse durante un confronto tra Antonio Tajani e Stefania Craxi, capogruppo al Senato. Craxi ha rinfacciato a Tajani un’apertura sulle preferenze concordata senza consultazioni preventive. La replica del leader è stata chiara: “Le battaglie si fanno quando si possono vincere”. La strategia di Forza Italia sembra mirare a mantenere il controllo sulle preferenze, anche se il governo ha tentato di modificare il testo. Per frenare le accelerazioni del segretario, Craxi ha incluso Roberto Rosso nel tavolo dei tecnici, un esponente vicino a Marina Berlusconi.
La strategia di Forza Italia mira a mantenere il controllo sulle preferenze La decisione di includere Roberto Rosso nel tavolo dei tecnici è vista come una mossa per blindare la linea del gruppo parlamentare. Rosso ha sottolineato l’importanza di concordare gli emendamenti prima di presentarli, evitando testi prefabbricati. La richiesta di modificare la riforma elettorale include l’eliminazione dell’automatismo per cui chi è nel listone del premio diventa capolista bloccato, nonché l’abolizione della clausola salva-cespugli. Tuttavia, la Consulta potrebbe comunque intervenire per sfoltire la legge.
La legge elettorale rimane un tema cruciale per il governo, con il rischio di un’approvazione lenta o di un’opposizione organizzata. La Russa ha annunciato che la legge arriverà in Aula il 9 settembre, senza orari di chiusura, con il voto finale calendarizzato per il 15. Tuttavia, il rischio di un’approvazione non definitiva rimane alto. La premier Meloni ha chiarito che non intende permettere un processo lento, e ha avvertito i suoi vice che se la legge non viene approvata in modo chiaro, si tornerà alle urne.
