Giulia Cecchettin, la sua storia diventa un film: regia di Paola Randi

La storia di Giulia Cecchettin, assassinata nel 2023, diventa un film.

Giulia Cecchettin, studentessa di ingegneria biomedica all’Università di Padova, è morta il 11 novembre 2023 a Fossò, tra Venezia e Padova, dopo 75 coltellate alla testa e al collo da Filippo Turetta, oggi condannato all’ergastolo. La sua storia, tragicamente interrotta, diventa ora un film, che uscirà al cinema entro il 2026. Il titolo è Se domani non torno, regia di Paola Randi, tratto dal libro Cara Giulia dello scrittore Marco Franzoso e con la collaborazione del padre di Giulia, Gino Cecchettin.

Un libro che parla di violenza di genere

Il libro Cara Giulia, pubblicato da Rizzoli, è un’opera che intreccia la tragedia della figlia di Gino Cecchettin con l’analisi del contesto culturale in cui si sviluppano i femminicidi. Il sottotitolo, Quello che ho imparato da mia figlia, sottolinea come la storia di Giulia sia diventata un mezzo per affrontare le radici della violenza di genere: il patriarcato interiorizzato, i bias cognitivi e la tendenza a colpevolizzare le vittime. Il volume, inoltre, è diventato strumento per sensibilizzare e combattere la violenza di genere.

Un film per non dimenticare

La trasposizione cinematografica di Cara Giulia è nata da un progetto annunciato per anni, ma ora è ufficiale: il film uscirà entro il 2026. Il titolo Se domani non torno riprende un verso della poesia di Cristina Torre Cáceres, diventata virale dopo il femminicidio di Giulia. La poesia, ripetuta come slogan in piazze e manifestazioni, esprime l’ultimo desiderio di Giulia: «Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima». Le location del film sono già state scelte e la troupe è al lavoro.

Il progetto, che ha visto la collaborazione tra Marco Franzoso e Gino Cecchettin, è stato reso possibile grazie alla fiducia e al sostegno di chi ha creduto nella necessità di non rimanere in silenzio. Gino Cecchettin ha creato la Fondazione Giulia Cecchettin, che si occupa di violenza di genere, e ha scelto di non stare in silenzio dopo la tragedia. Il ricavato delle vendite del libro finanzia la Fondazione e altri progetti di sensibilizzazione.

Marco Franzoso ha spiegato che la scrittura di Cara Giulia è stata un cammino difficile, ma necessario per comprendere meglio un dramma che riguarda tutti. «La strada per il cambiamento è ancora lunga, ma iniziamo a parlarne e a confrontarci», ha sottolineato lo scrittore. La regista Paola Randi, con la sua sensibilità, è stata scelta per portare sullo schermo una storia che ha aperto una frattura nella coscienza pubblica, per raccontare anche l’impatto sociale della vicenda.

La storia di Giulia Cecchettin, pur tragica, è diventata un simbolo di lotta contro la violenza di genere. Il film, che uscirà entro il 2026, è un ulteriore passo per sensibilizzare e educare, sperando che il tema possa entrare nelle scuole e nelle famiglie. «Rompiamo il muro del silenzio, continuiamo a parlarne, a educare contro la violenza di genere», ha concluso Franzoso, rafforzando l’idea che la memoria di Giulia non si fermi al passato, ma diventi un’arma per il futuro.