Giorgetti annuncia che la manovra fiscale sarà definita dopo la chiusura della procedura UE sulla clausola di salvaguardia
Il ministro Giorgetti annuncia che la manovra fiscale sarà definita dopo la chiusura della procedura Ue sulla clausola di salvaguardia, in un contesto di tensioni macroeconomiche e rischi per il debito pubblico.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che la manovra fiscale sarà definita solo dopo la chiusura della procedura europea sulla clausola di salvaguardia nazionale. L’annuncio è arrivato durante un’audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Giorgetti ha sottolineato che la definizione della manovra dipende dal completamento della procedura UE, che attualmente non è ancora conclusa. “La composizione della manovra sarà quindi definita alla luce del completamento della procedura europea”, ha detto il ministro.
La manovra fiscale e la clausola di salvaguardia
La clausola di salvaguardia nazionale è un meccanismo che permette all’Italia di richiedere un certo margine di flessibilità per la spesa pubblica, in un contesto di tensioni macroeconomiche e di rischi per il debito pubblico. Giorgetti ha spiegato che il governo ha scelto di essere attore del dibattito internazionale, cercando di trovare un equilibrio tra la sostenibilità della finanza pubblica e la necessità di investimenti in settori strategici come la difesa e l’energia. “Le maggiori risorse per la difesa e la sicurezza energetica saranno destinate, in misura significativa, alla spesa in conto capitale, sostenendo gli investimenti e l’occupazione”, ha aggiunto. La manovra fiscale non sarà definita prima della chiusura della procedura UE. Il governo intende sfruttare la flessibilità concessa per sostenere gli investimenti in settori strategici, ma senza compromettere la sostenibilità della finanza pubblica. “Siamo fiduciosi che, attraverso gli opportuni approfondimenti tecnici, sia possibile individuare un’interpretazione delle regole che tenga adeguatamente conto di questi elementi”, ha concluso Giorgetti.
Le previsioni macroeconomiche e i rischi per il debito
Secondo le previsioni dell’Upb, il Pil italiano crescerà dell’1,1 per cento nel 2026, riducendosi gradualmente a 0,6 per cento nel 2029. Tuttavia, lo scenario macroeconomico è esposto a rischi significativi, soprattutto per il debito pubblico. “Il rapporto debito/Pil, secondo le simulazioni dell’Upb, inizierebbe a ridursi soltanto nel 2029, un anno più tardi rispetto al quadro delineato dal Dpfp”, ha spiegato la presidente dell’Upb Lilia Cavallari. Inoltre, l’Upb ha evidenziato un aumento della spesa per interessi, con un incremento di circa 4,5 miliardi nel 2029, che potrebbe portare il rapporto debito/Pil al 138,4 per cento.
La credibilità finanziaria del paese è una risorsa che va preservata. Giorgetti ha ribadito l’importanza di mantenere la credibilità del percorso di finanza pubblica, sottolineando che l’Italia ha dimostrato di saper rispettare gli impegni assunti. “La credibilità finanziaria del paese, ancora più in fasi come questa, è una risorsa che va preservata”, ha detto. L’obiettivo è di equilibrare la prosecuzione del percorso di consolidamento dei conti con l’utilizzo degli spazi disponibili per sostenere gli investimenti e le esigenze concrete di famiglie, lavoratori e imprese.
Il ministro ha riconosciuto le difficoltà della programmazione in un contesto di incertezza crescente, ma ha sottolineato che il governo ha mantenuto la barca in galleggiamento. “Non ho mai detto che questo governo ha fatto miracoli. Ho detto che ha tenuto la barca in galleggiamento e lo ribadisco”, ha affermato. L’obiettivo è di continuare a rispettare gli impegni assunti, anche se in un contesto di tensioni geopolitiche e di rischi per il debito pubblico.
