Gatti usati come inneschi per gli incendi in Calabria, animalisti offrono taglia
In Calabria gatti utilizzati come inneschi per incendi: stracci imbevuti di benzina legati alle code per innescare roghi. Animalisti lanciano una taglia sui piromani.

In Calabria viene denunciata una pratica criminale che unisce il maltrattamento animale all’incendio doloso: piromani legano stracci imbevuti di benzina alle code dei gatti e li lasciano correre verso l’erba alta per innescare i roghi. La segnalazione arriva dagli ambienti animalisti, che in risposta hanno lanciato una taglia sui responsabili, cercando di incentivare denunce e segnalazioni dalla popolazione. Una metodologia che rivela una duplice violenza: quella sugli animali e quella ai danni dell’ambiente e della comunità, poiché gli incendi rappresentano un pericolo concreto per persone e proprietà.
La pratica criminale in Calabria
Secondo quanto riferito dagli ambienti animalisti, il modus operandi dei piromani segue un copione preciso e deliberatamente crudele. I malfattori avrebbero legato agli arti posteriori dei gatti della zona stracci precedentemente imbevuti di liquido infiammabile, in particolare benzina, per poi liberare gli animali in zone dove la vegetazione è particolarmente fitta e secca. L’obiettivo dichiarato è quello di utilizzare i felini come vettori involontari di fuoco, sfruttando il panico dell’animale per disperdere il fuoco su un’area più ampia e innescare incendi incontrollati.
La scelta dei gatti come strumento non è casuale: si tratta di animali di piccole dimensioni, difficili da catturare, il cui movimento caotico nel terreno boschivo può effettivamente causare la propagazione rapida delle fiamme. Questa metodologia combina il maltrattamento animale al conseguimento di un fine criminoso ben preciso, aggravando ulteriormente la gravità dei reati coinvolti, che vanno dal maltrattamento di animali all’incendio doloso.
La risposta degli animalisti e il contesto
Di fronte a questa denuncia, gli attivisti e le organizzazioni per la tutela degli animali hanno deciso di agire in modo diretto, offrendo una taglia sui piromani responsabili. L’obiettivo è fornire un incentivo concreto affinché i cittadini della Calabria, se a conoscenza di identità o location dei colpevoli, decidano di segnalare quanto sanno alle autorità competenti. La taglia rappresenta un tentativo di mobilitazione popolare contro una pratica che viola sia le leggi sulla protezione animale che quelle sulla prevenzione degli incendi.

Questa pratica criminale si inserisce nel contesto più ampio dei roghi che affliggono la Calabria stagionalmente, una regione storicamente caratterizzata da incendi estivi di vaste proporzioni. Se confermata, l’utilizzo di animali come inneschi aprirebbe una nuova dimensione criminale nel fenomeno, rivelando un livello di premeditazione e crudeltà particolarmente preoccupante.
Implicazioni legali e di sicurezza pubblica
Dal punto di vista legale, i responsabili di tali atti potrebbero essere perseguiti per molteplici reati: maltrattamento di animali, incendio doloso, e potenzialmente anche per tentata lesione della proprietà altrui o messa in pericolo della pubblica incolumità, a seconda delle conseguenze effettive degli incendi appiccati. La gravità dei capi d’accusa dipenderà dalla documentazione delle prove e dalle conseguenze concrete dei roghi innescati.
Per i cittadini calabresi, questa notizia rappresenta un ulteriore allarme sulla sicurezza del territorio durante i mesi estivi, quando gli incendi sono più frequenti e pericolosi. La questione assume anche una dimensione di ordine pubblico, richiedendo risposte da parte delle forze di polizia locale e delle autorità competenti in materia di prevenzione incendi.
