Francia vieta i social agli under 15, il Parlamento approva la legge storica
La Francia diventa il primo Paese europeo a vietare i social network ai minori di 15 anni. Il Parlamento approva con 279 voti a favore. Entrata in vigore a settembre.

La Francia compie un passo storico nel panorama europeo: il Parlamento francese ha approvato definitivamente il divieto dei social network per gli under 15, trasformando in realtà una promessa del presidente Emmanuel Macron. Con 279 voti a favore e 81 contrari, l’Assemblea Nazionale ha dato il via libera finale a una normativa che non ha precedenti nel continente e che entrerà in vigore a settembre.
La votazione all’Assemblea Nazionale arriva dopo l’approvazione già ottenuta in Senato, completando così l’iter parlamentare della riforma. Si tratta della prima legge di questo tipo in Europa, una misura che segna un cambio di rotta rispetto all’approccio finora adottato da altri Stati rispetto al rapporto tra minori e piattaforme digitali.
Come funzionerà il divieto e gli obblighi delle piattaforme
La normativa non si limita a una semplice proibizione teorica. Le piattaforme di social network dovranno implementare sistemi concreti di verifica dell’età degli utenti, assicurando che chi accede abbia compiuto almeno 15 anni. Questo obbligo comporta per le aziende tecnologiche l’onere di dotarsi di strumenti efficaci per il controllo anagrafico, con conseguenti investimenti in infrastrutture e processi di identificazione digitale.
La portata della riforma va oltre i soli social media. Anche l’uso dei telefoni cellulari sarà vietato negli istituti scolastici superiori, una misura che mira a ridurre le distrazioni in classe e a limitare complessivamente l’esposizione dei giovani ai dispositivi digitali durante l’orario scolastico. Questa componente della legge riflette una strategia più ampia di regolamentazione del rapporto tra minori e tecnologia.
Un precedente europeo e le implicazioni future
L’approvazione della legge francese potrebbe rappresentare un punto di riferimento per il resto d’Europa. Mentre altri Paesi continuano a dibattere su come affrontare la questione della sicurezza online dei minori, la Francia sceglie una strada più restrittiva e definitiva. L’entrata in vigore a settembre lascia alcuni mesi alle piattaforme per adeguarsi alle nuove disposizioni, anche se il tempo rimane limitato per implementare controlli tecnicamente complessi.

La decisione francese riflette una crescente preoccupazione internazionale riguardo agli effetti psicologici e comportamentali che l’esposizione ai social media può avere sui minori. Nel corso degli ultimi anni, ricerche e dibattiti pubblici hanno messo in luce questioni legate all’autostima, alla dipendenza dai like e ai contenuti dannosi accessibili ai giovani utenti, spingendo i decisori politici a cercare soluzioni più incisive.
Rimangono tuttavia questioni aperte sulla praticabilità e sull’efficacia concreta del divieto. Verificare rigorosamente l’età di milioni di utenti rappresenta una sfida tecnica e organizzativa considerevole, e i metodi adottati dalle piattaforme dovranno equilibrare sicurezza e privacy. Inoltre, resta da vedere come risponderanno i minori francesi e se il divieto sarà effettivamente rispettato o aggirato attraverso account intestati a familiari adulti.
La legge, frutto di un impegno del presidente Macron già più volte ribadito, rappresenta comunque una scelta politica netta: proteggere l’infanzia limitando l’accesso ai social anziché affidare tutto a forme di controllo parentale o di auto-regolamentazione del settore privato. Come riferisce la documentazione sulla riforma, gli effetti di questa decisione potranno essere valutati solo dopo l’implementazione effettiva a settembre e nei mesi successivi.
