Fed blocca tassi, Wall Street in allarme: Warsh sottovaluta l’inflazione?

La Fed non alza i tassi, ma tre esponenti del FOMC preferirebbero un rialzo. Wall Street reagisce con forti cali.

Wall Street reagisce con cali significativi dopo la decisione della Fed di non alzare i tassi, con tre esponenti del FOMC favorevoli a un rialzo
Wall Street reagisce con cali significativi dopo la decisione della Fed di non alzare i tassi, con tre esponenti del FOMC favorevoli a un rialzo

La Federal Reserve ha confermato i tassi USA al range compreso tra il 3,5% e il 3,75% per la quinta volta consecutiva, senza alcun rialzo. La decisione, annunciata durante il Fed Day, ha suscitato preoccupazioni tra i mercati finanziari, con il Dow Jones che ha perso più di 1.100 punti, segnando un calo del 2,18%. L’annuncio ha messo in evidenza un dibattito interno al FOMC, con tre esponenti che avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base, alimentando il timore che la Fed possa non agire abbastanza rapidamente contro l’inflazione.

Il dibattito interno al FOMC e le dichiarazioni di Warsh

Il Presidente della Fed, Kevin Warsh, ha sottolineato che la decisione di non alzare i tassi è l’inizio di una storia, non la fine. Durante la conferenza stampa, Warsh ha ribadito che la Fed non fornirà ulteriori indicazioni sulla traiettoria futura dei tassi, affermando che i mercati devono osservare la reazione agli sviluppi economici senza filtri. Tuttavia, il suo atteggiamento di riserbo ha suscitato domande su un eventuale sottovalutamento delle pressioni inflazionistiche.

La Fed non darà previsioni, ma non esiterà ad agire contro l’inflazione

Warsh ha chiarito che, sotto la sua guida, la Fed non fornirà alcuna forward guidance, ma ha sottolineato che le decisioni del Comitato hanno un’importanza enorme e che, quando sarà necessario, non esiterà ad agire. L’inflazione, che rimane al di sopra del target del 2%, non può essere sconfitta in nove settimane, ha ricordato. Tuttavia, il fatto che tre esponenti del FOMC abbiano preferito un rialzo di 25 punti base ha alimentato il timore che la Fed possa non essere sufficientemente reattiva.

La reazione dei mercati e l’impatto sui prezzi

La decisione della Fed ha avuto un impatto immediato sui mercati, con il Dow Jones che ha perso più di 1.100 punti, mentre il Nasdaq Composite e lo S&P 500 hanno ridotto le perdite. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono saliti al 4,633%, mentre il dollaro USA ha perso terreno, con il rapporto EUR-USD che ha guadagnato lo 0,38%. L’escalation delle tensioni legate alla guerra USA-Iran ha ulteriormente messo in tensione i mercati, con i prezzi del petrolio che hanno registrato un aumento significativo, alimentando le preoccupazioni per un nuovo shock energetico.

Il mercato obbligazionario conferma una crescita economica solida

Warsh ha sottolineato che il mercato obbligazionario ha già svolto gran parte del lavoro di valutazione, confermando una crescita economica solida e un mercato del lavoro robusto. Tuttavia, il fatto che i tassi di mercato siano più alti rispetto a 42 giorni fa ha messo in evidenza le aspettative di un rialzo dei tassi in futuro. Il mercato dei Treasury, interessato da un forte balzo dei rendimenti, ha prezzato una Fed più hawkish, con una probabilità del 63% di un rialzo nel prossimo meeting di settembre.

Le dichiarazioni di Warsh e il dibattito interno al FOMC

Durante la conferenza stampa, Warsh ha ribadito che il Comitato non attribuisce un peso eccessivo a un singolo dato sull’inflazione o sull’economia, ma si basa sull’andamento dei dati nel loro complesso. Ha anche sottolineato che la politica monetaria non conta solo per quello che diciamo o facciamo, ma soprattutto per il modo in cui influenza l’economia reale. Tuttavia, il dibattito interno al FOMC, con tre esponenti che hanno votato contro la decisione di oggi, ha messo in luce le divergenze all’interno del Comitato. Il Presidente della Fed ha anche fatto riferimento al problema storico dell’approccio “data dependent”, sottolineando che il Comitato guarda soprattutto alle tendenze, più che ai singoli numeri. Nonostante le dichiarazioni di Warsh, i mercati continuano a reagire, nella direzione e con l’intensità che riterranno opportune. La decisione della Fed di non alzare i tassi ha suscitato preoccupazioni, con il rischio che la Fed possa non agire abbastanza rapidamente contro l’inflazione.