La famiglia Cappa accusa una presunta regia mediatica nel delitto di Garlasco
La famiglia Cappa denuncia una presunta regia mediatica nel delitto di Garlasco, coinvolgendo avvocati e giornalisti.

La famiglia Cappa, in seguito all’omicidio di Chiara Poggi, ha presentato un esposto alla Procura di Milano il 22 aprile 2026, accusando una presunta regia mediatica volta a indirizzare l’attenzione investigativa e mediatica contro di loro. Secondo quanto riportato, l’esposto ipotizza una collaborazione tra l’avvocato Antonio De Rensis, il giornalista de Le Iene Alessandro De Giuseppe e l’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto, per sostenere la tesi dell’innocenza di Alberto Stasi e indirizzare l’indagine verso soggetti estranei ai fatti, come la famiglia Cappa.
La ricostruzione dei fatti e le reazioni legali
Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, l’avvocato De Rensis, legale di Alberto Stasi, avrebbe predisposto una possibile ricostruzione dei fatti in concorso con il giornalista De Giuseppe, al fine di sottoporla alla Procura di Pavia. L’informazione sarebbe stata comunicata all’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, il quale ha definito la situazione come una “rappresentazione parziale della vicenda”. Tizzoni ha sottolineato che la notizia della nomina del collega De Rensis, diffusa la sera del 24 maggio 2022, non era da considerarsi riservata e non fu diffusa al pubblico, ma solo a soggetti legittimati.
La famiglia Cappa ha successivamente chiesto ulteriori informazioni, ma non le sono state rilasciate dagli interessati, portando al distacco dei rapporti tra gli scriventi e la famiglia Cappa. L’avvocato De Rensis ha commentato la situazione a Filorosso su Rai 3, definendo la vicenda “avvilente, disarmante, grave” e preannunciando possibili iniziative giudiziarie.
Le dichiarazioni dell’avvocato De Rensis
L’avvocato De Rensis ha spiegato che, il 13 luglio 2022, ha ritirato i cd delle intercettazioni del 2017, dopo aver presentato una richiesta a fine giugno. Ha anche raccontato che l’avvocato Cappa lo aveva contattato per un invito a convegni sul diritto sportivo, senza sapere che era l’avvocato di Stasi. Questo ha suscitato la sua perplessità sull’autenticità della ricostruzione dell’esposto.
De Rensis ha sottolineato che non credeva alla ricostruzione presentata e ha affermato di non sapere se la famiglia Cappa avesse effettivamente fatto indagini su di lui. Ha inoltre espresso la sua convinzione che la situazione fosse un “scherzo” e che le pagine mostrate non corrispondessero a realtà. L’avvocato ha inoltre riferito di aver appreso che sarebbero state svolte indagini sulla sua persona, ma ha espresso la sua disponibilità a rispondere davanti all’autorità giudiziaria.
La Procura di Pavia potrebbe essere interessata da questa vicenda, come ha sottolineato De Rensis. La famiglia Cappa, attraverso l’esposto, ha cercato di dimostrare una presunta regia mediatica volta a danneggiarla. Tuttavia, le dichiarazioni degli avvocati coinvolti indicano una situazione complessa, con accuse e difese che si intrecciano. La Procura di Milano dovrà valutare l’esposto e determinare se ci siano elementi sufficienti per aprire un’indagine.
