Dna sulle unghie di Chiara non prova aggressione, difesa Sempio respinge interrogatorio
Difesa di Andrea Sempio a Garlasco: Dna non prova aggressione, rifiuta interrogatorio

La difesa di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, ha respinto l’interrogatorio e ha sottolineato che il Dna trovato sulle unghie della vittima non può considerarsi prova di un contatto aggressivo diretto. La consulenza genetica depositata in Procura a Pavia, elaborata da Marina Baldi, biologa-specialista in genetica medica, ha chiarito che il materiale genetico non è sufficiente a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta.
Il Dna non è prova di aggressione
Secondo la relazione tecnica, anche se si ritenesse una compatibilità tra il profilo genetico trovato e Sempio, «tale dato non prova che egli abbia avuto un contatto aggressivo con la vittima, né che sia stato graffiato nel corso dell’azione omicidiaria». La consulente ha spiegato che il Dna rinvenuto non è univoco e non è sufficientemente consolidato per essere considerato un elemento individualizzante. «Non si tratta di profili pieni e singoli, ma di profili misti, incompleti e non pienamente consolidati», ha sottolineato Baldi.
Il Dna non è sufficiente a fondare un’accusa
La difesa ha anche sottolineato che la traccia genetica non ha valore individualizzante paragonabile a un profilo autosomico completo. «In presenza di contributi multipli, il dato deve essere interpretato con prudenza ancora maggiore», ha aggiunto l’esperta. Inoltre, la presenza di un ulteriore profilo maschile Y non attribuito su un altro dito della vittima ha reso il materiale subungueale non geneticamente univoco.
La difesa rifiuta l’interrogatorio
Andrea Sempio aveva tempo fino a oggi, 26 maggio, per decidere se farsi interrogare. Ha rifiutato. I legali del 38enne hanno sottolineato che i soliloqui, considerati prove di interrogatorio, non sono sufficienti a dimostrare un comportamento criminale. «Quando uno pensa non dobbiamo fare il processo ai pensieri, perché altrimenti siamo tutti colpevoli», ha detto Massimo Lovati, ex legale di Sempio, rispondendo a una domanda dei cronisti in Tribunale a Milano.
La difesa ha anche sottolineato che i soliloqui potrebbero essere interpretati come simulazioni di contestazioni, formulate ad alta voce e con risposte ipotetiche. «Frequentemente simula contestazioni che ritiene gli possano essere mosse», hanno spiegato i difensori. Inoltre, Lovati ha anticipato che «più avanti svelerò qualcosa che riguarda la macchinazione del 2017».
- Il Dna sulle unghie di Chiara non è prova di aggressione
- La difesa di Sempio rifiuta l’interrogatorio
- Le ipotesi alternative al Dna sono possibili
La consulenza ha anche evidenziato che rimangono aperte ipotesi alternative come Dna di fondo, trasferimento secondario, contaminazione o manipolazione dei reperti. «In assenza di un profilo completo, singolo e coerente con la dinamica di un graffiamento aggressivo, il dato genetico deve essere considerato un elemento fragile e non idoneo a fondare una conclusione accusatoria», ha concluso Baldi.
