Data Center di Travagliato: tra sviluppo, impatto ambientale e dibattito pubblico

Un data center da 120 megawatt a Travagliato suscita dibattito tra progresso e tutela del territorio.

Un data center di grandi dimensioni a Travagliato suscita dibattito tra progresso e tutela ambientale
Un data center di grandi dimensioni a Travagliato suscita dibattito tra progresso e tutela ambientale

Un progetto di grandi dimensioni e un dibattito in atto

A Travagliato, un comune in provincia di Brescia, è in corso un dibattito acceso sul progetto di un data center da 120 megawatt. L’opera, che richiederà un investimento di 11 milioni di euro, prevede la trasformazione di tredici ettari di terreno in una struttura industriale dedicata alla potenza informatica e all’intelligenza artificiale. L’impianto, che potrebbe sorgere in via Averolda, al confine con Ospitaletto, è stato oggetto di osservazioni da parte della minoranza comunale e di associazioni ambientaliste. Il sindaco Renato Pasinetti ha espresso la sua posizione, definendo la questione “strumentalizzata per creare confusione”. La questione non riguarda il rifiuto dell’innovazione, ma la compatibilità dell’opera con un paesaggio già fortemente segnato.

Un’opera che potrebbe cambiare il volto del territorio

L’impianto, che occuperà 130 mila metri quadrati di superficie complessiva, prevede l’installazione di 60 generatori di emergenza, 648 posti auto e spazi per i Tir. L’infrastruttura, che potrebbe diventare un simbolo del progresso tecnologico, ha suscitato preoccupazioni per l’impatto ambientale e per l’uso di suolo. L’Amministrazione comunale ha invitato alla cautela, sottolineando che la decisione non può essere presa senza una valutazione approfondita. “Servono dati certi, studi indipendenti e una valutazione approfondita degli impatti su energia, risorse idriche, consumo di suolo, rete elettrica, ambiente, sistema produttivo e occupazione”, ha sottolineato Alberto Trainini di Travagliato Bene Comune.

Un dibattito che coinvolge cittadini, associazioni e esperti

Il dibattito ha coinvolto non solo i rappresentanti politici, ma anche i cittadini e le associazioni ambientaliste. L’associazione Legambiente Franciacorta, attraverso Silvio Parzanini, ha richiamato l’attenzione sul contesto territoriale, sottolineando che l’area in cui dovrebbe sorgere il data center è già sottoposta a forti pressioni ambientali. “Prima di ogni scelta vogliamo conoscere con precisione gli effetti che l’impianto produrrà sull’ambiente e sulla salute dei cittadini”, ha affermato Parzanini. L’associazione ha anche citato la discarica Vallosa di Passirano e la fonderia Montini di Travagliato, classificata come industria insalubre di prima classe.

Un’opera di queste dimensioni può rappresentare un’opportunità di sviluppo oppure trasformarsi nell’ennesimo monumento a un’idea di progresso incapace di fare i conti con la sensibilità ambientale.

Un futuro che dipende da dati e decisioni condivise

Il confronto è soltanto all’inizio. L’Amministrazione comunale ha annunciato che sarà predisposta una sezione sul sito del Comune con tutti gli atti disponibili, al fine di garantire trasparenza e coinvolgimento della comunità. Il sindaco ha ribadito che ogni decisione sarà assunta attraverso atti pubblici, al termine dell’iter amministrativo. “Decisioni destinate a cambiare il volto di una comunità non possono nascere nel silenzio né essere calate dall’alto come un destino inevitabile”, ha sottolineato Pasinetti. Il progresso non si misura in megawatt o nel numero dei server installati, ma nella capacità di coniugare innovazione, trasparenza, tutela dell’habitat e interesse pubblico. Il dibattito su Travagliato potrebbe diventare un modello per il futuro delle infrastrutture tecnologiche in Italia.