Cristiano Germani porta la Tuscia in Brasile: un cuoco viterbese racconta il Lazio attraverso i sapori

Cristiano Germani, cuoco viterbese, porta la cucina laziale in Brasile durante la Settimana della cucina italiana nel mondo.

Cristiano Germani, cuoco e titolare dell’agriturismo Parco delle Querce di Valentano, porta i sapori della Tuscia in Brasile durante la Settimana della cucina italiana nel mondo. Dall’11 al 25 ottobre, il cuoco viterbese sarà a San Paolo, affiancando i professionisti locali del rinomato ristorante Tre Bicchieri per presentare un menù che racconta la cucina laziale attraverso prodotti, ricette e tradizioni delle diverse province della regione. Germani, unico ambasciatore del Lazio in Sudamerica, ha voluto dare voce al territorio viterbese, spesso trascurato, attraverso un percorso gastronomico che unisce tradizione e innovazione.

Un menù che racconta il Lazio a 360 gradi

Il menù, composto da otto proposte, è stato pensato per rappresentare ogni provincia del Lazio. “Mi piaceva l’idea di raccontare il Lazio a 360 gradi”, spiega Germani. “Ho cercato di fare in modo che, nelle otte proposte del menù, ci fosse almeno un piatto riconducibile a ciascuna provincia”. Il percorso inizia con un benvenuto a base di pane, olio extravergine di oliva I&P e sale, ingredienti che rappresentano la forza dell’agricoltura laziale. Tra gli antipasti, il carciofo alla romana reinterpretato con un’emulsione di olio e aria alla mentuccia e il fiore di zucca fritto ripieno di fior di latte e alice, un simbolo della pasticceria romana.

Il menù si arricchisce di piatti che uniscono tradizioni regionali e reinterpretazioni moderne.

Tra i primi, il bucatino all’amatriciana con guanciale croccante e cialda di pecorino, affiancato da una cacio e pepe racchiusa in un raviolo. Il secondo, invece, guarda alla provincia di Frosinone con il garofolato di Veroli, uno stufato di agnello caratterizzato dalla presenza del garofano. Accanto, la rivisitazione della tiella di Gaeta porta l’anima marinara del Lazio meridionale in tavola, con il polpo, le olive di Gaeta, pomodoro e capperi reinterpretati in uno stufatino racchiuso da un piccolo guscio di pasta croccante.

Tradizioni e innovazione in tavola

Il viaggio prosegue con contorni come le patate dell’Alto Lazio al finocchietto selvatico e i fagioli con le cotiche. Anche i dessert nascono dall’incontro tra diverse tradizioni regionali. Il maritozzo all’anice, con mousse di ricotta e visciole, unisce simboli della pasticceria romana a ingredienti legati al territorio. A chiudere il percorso sarà una reinterpretazione del tozzetto viterbese, trasformato in un dessert al cucchiaio con frolla alle nocciole, una mousse aromatizzata con cannella e agrumi e un croccantino di caramello e nocciole tostate.

Un impegno per dare voce al territorio.

“Andare a rappresentare il Lazio e la Tuscia dall’altra parte del mondo è una grande responsabilità, ma soprattutto una grande emozione e una grande soddisfazione”, dice Germani. “La nostra terra, in particolare, che è sempre stata un po’ distratta e silenziosa, merita di essere conosciuta e raccontata anche lontano da qui”. L’idea di portare il Lazio in Brasile nasce da un desiderio che nasce da lontano: “Ero ragazzino quando sono partito con l’idea che un giorno avrei fatto parlare di casa mia, perché meritava di essere raccontata. Questa è una piccola, ma importante occasione per darle voce, attraverso il mio modo di vedere le cose e il mio lavoro. Un impegno che mi ripaga di tutti i sacrifici fatti in 20 anni di carriera”.

Il menù include anche l’olio extravergine di oliva I&P di Canino, le nocciole coltivate nei campi di Parco delle Querce e il tipico fiore di finocchio, ingredienti che entreranno nel racconto gastronomico insieme a prodotti provenienti dalle altre aree del Lazio. La spedizione in Sudamerica, che si svolgerà dal 19 al 25 ottobre, rappresenta un’occasione unica per far conoscere la cucina laziale a un pubblico internazionale, con un’attenzione particolare alle province e alle loro tradizioni.