Cosenza, 25enne si getta dal balcone durante controllo carabinieri: è morto
Mohamed Amin Bessioud, 25 anni, si è lanciato dal terzo piano della sua casa a Cosenza durante un controllo dei carabinieri. La madre denuncia: tormentato da un militare.

Mohamed Amin Bessioud, 25 anni, è morto dopo essersi lanciato dal balcone del terzo piano della sua abitazione a Cosenza durante un controllo dei carabinieri. Il giovane, nato in Italia da genitori tunisini, si trovava agli arresti domiciliari per questioni legate al possesso di stupefacenti e alla guida senza patente. L’episodio drammatico si è verificato quando le forze dell’ordine sono entrate in casa per effettuare un controllo legato alla sua situazione detentiva. La famiglia ha già annunciato l’intenzione di presentare una denuncia, mentre emergono le prime ricostruzioni di quanto accaduto.
Il profilo del giovane e la situazione detentiva
Mohamed Amin Bessioud aveva una vita complessa, segnata da passioni sportive e difficoltà legali. Il 25enne giocava a calcio nel San Fili e aveva indossato la maglia del Paris Saint-Germain nel passato. Frequentava inoltre l’Università della Calabria, mantenendo legami con il mondo accademico anche durante il periodo più complicato della sua vita. Al momento del drammatico evento, si trovava agli arresti domiciliari per una vicenda risalente al passato, una misura che lo costringeva a rimanere confinato nella sua abitazione cosenzana.
La situazione detentiva del giovane prevedeva evidentemente controlli periodici da parte dei carabinieri per verificare l’adempimento dei vincoli imposti. È durante uno di questi controlli di routine che si è consumato il gesto fatale, un momento che avrebbe dovuto rappresentare una semplice verifica amministrativa e che invece si è trasformato in tragedia.
Le circostanze della morte e le accuse della madre
Secondo una prima ricostruzione degli eventi, il gesto drammatico sarebbe avvenuto immediatamente dopo l’irruzione in casa delle forze dell’ordine. La madre del giovane ha dichiarato che il figlio si sentiva tormentato da uno dei militari presenti al controllo. Queste affermazioni, pur non specificate nei dettagli, suggeriscono un clima di tensione o pressione psicologica che potrebbe aver contribuito al drammatico epilogo.

Il lancio dal balcone rappresenta un gesto decisivo e istintivo, difficile da ricondurre a una causa univoca. Le parole della madre, tuttavia, aprono interrogativi sulla dinamica esatta del controllo e sulle condizioni psicologiche del giovane nel momento critico. Come riferisce ilfattoquotidiano.it, la famiglia ha dichiarato l’intenzione di presentare una denuncia, probabilmente per fare chiarezza su quanto realmente accaduto durante quegli ultimi minuti.
La morte di Bessioud lascia un vuoto doloroso non solo nella sua famiglia, ma solleva questioni più ampie sulle modalità e le conseguenze dei controlli domiciliari. Una giovane vita con potenzialità sportive e accademiche è stata interrotta in circostanze ancora non completamente chiarite. I genitori tunisini del ragazzo, che lo hanno cresciuto in Italia, si trovano ora a confrontarsi con una perdita irreparabile e con la necessità di fare luce sugli ultimi istanti della vita di loro figlio.
Le indagini proseguiranno per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e stabilire se eventuali responsabilità possono essere attribuite a omissioni o comportamenti specifici durante il controllo. La denuncia che la madre intende presentare rappresenterà uno strumento per ottenere chiarezza e giustizia in una vicenda che ha già segnato profondamente la comunità locale.
