Comitato “Intelvi Radar” lancia allarme: “Si rischia di mettere in ginocchio la Valle”

Comitato locale chiede trasparenza e equilibrio per impianto di betonaggio a Castiglione Intelvi.

Il comitato “Intelvi Radar”, presieduto da Marco Benzoni, ha lanciato un allarme sulla realizzazione dell’impianto di betonaggio previsto a Castiglione d’Intelvi, nell’ambito dei lavori per la Variante della Tremezzina. L’obiettivo del comitato è richiedere maggiore trasparenza e un confronto pubblico prima dell’avvio dell’attività, che potrebbe incidere per anni sulla vita della Valle. L’azione è volta a garantire un equilibrio tra i benefici dell’opera e i costi ambientali, sociali e viabilistici che ne deriverebbero.

Un sacrificio sproporzionato per la Valle

Secondo il comitato, la Comunità Intelvese è chiamata a sostenere un sacrificio enorme, sproporzionato e insostenibile. L’impianto, che dovrebbe operare per sei anni senza interruzioni, richiede un impegno di 24 ore al giorno, sette giorni su sette, con un impatto continuo su polveri, rumore, vibrazioni e utilizzo di grandi quantità di acqua. Benzoni ha sottolineato che l’acqua necessaria non è disponibile in Valle e dovrà essere trasportata con autobotti, un aspetto che ha suscitato preoccupazioni, soprattutto in considerazione della scarsità d’acqua registrata in alcune località durante l’estate. La durata dell’impianto rappresenta un problema di fondo per la comunità. Il comitato ha espresso preoccupazioni per l’effetto a lungo termine dell’attività, che potrebbe compromettere la qualità della vita dei residenti e la stabilità del territorio.

Il nodo del traffico pesante e della viabilità

Un altro tema centrale del comitato è la viabilità. I trasporti connessi alle lavorazioni potrebbero incidere in modo catastrofico sulla già precaria infrastruttura della Valle. I mezzi pesanti, tra cui betoniere e autobotti, dovrebbero muoversi costantemente tra Colonno e Castiglione, con conseguenze potenzialmente gravi per la sicurezza, il traffico e la qualità della vita dei residenti. La popolazione chiede informazioni precise sui flussi e gli orari dei mezzi. Il comitato ha richiesto che siano resi pubblici i flussi, le frequenze, gli orari e i percorsi dei mezzi, per garantire un confronto trasparente e verificabile.

Il comitato ha anche evidenziato la vicinanza dell’area di lavoro a luoghi sensibili, come una RSA, scuole e la Chiesa del Restello, sottolineando l’importanza di valutare l’impatto delle vibrazioni e del rumore. La lettera di Benzoni ha espresso preoccupazioni per il rischio di danni al tessuto sociale e produttivo della Valle, che potrebbero andare ben oltre i tempi di realizzazione dell’opera. Il presidente del comitato ha ribadito che l’obiettivo non è ostacolare la Variante della Tremezzina, ma garantire un equilibrio tra i benefici dell’opera e i costi per la comunità. La richiesta finale è quella di un confronto pubblico e trasparente prima dell’avvio delle attività, con l’obiettivo di informare la popolazione sulle conseguenze dell’installazione della stazione di betonaggio.

La questione dei 500mila euro solleva domande su alternative possibili. Benzoni ha richiamato un passaggio dello schema di convenzione tra Anas e Comune, in cui l’azienda si impegna a eseguire opere di rispristino per 500mila euro, sollevando domande su se questa somma possa essere utilizzata per trovare soluzioni alternative. Il comitato ha già raccolto oltre mille firme e prevede un’assemblea pubblica il 12 ottobre presso la sede della Comunità Montana Lario Intelvese. L’azione rappresenta una battaglia di civiltà per il futuro della Valle e dei suoi abitanti, con l’obiettivo di preservare il territorio e la sua qualità di vita.