La Chiesa si confronta con l’estrema destra, mentre perde terreno in Europa

Il Papa e la Chiesa si interrogano sull’estrema destra e sull’identità religiosa in Europa, mentre il declino della Chiesa si fa sempre più preoccupante.

Il Papa, Leone XIV, ha recentemente espresso preoccupazione per l’affermarsi dei partiti di estrema destra in Europa, ma ha anche sottolineato la necessità di riflettere su come la Chiesa stessa si confronti con il declino della sua presenza sociale. Mentre la Chiesa si mostra vigile nei confronti di movimenti identitari che sembrano distanti dal cristianesimo, il suo ruolo nella società europea si riduce, con un calo significativo del numero di fedeli e di vocazioni. La Germania, in particolare, rappresenta un caso emblematico di questa situazione, dove la Chiesa ha perso una parte rilevante della sua base sociale, pur mantenendo una posizione chiara contro l’estremismo identitario.

Un equilibrio tra identità e universalismo

La Chiesa, attraverso la Conferenza episcopale tedesca, ha già espresso una posizione chiara nel febbraio 2024, con il documento Völkischer Nationalismus und Christentum sind unvereinbar, che afferma l’incompatibilità tra nazionalismo völkisch e cristianesimo. I vescovi tedeschi hanno riconosciuto esplicitamente l’AfD come un partito che promuove una concezione nazionalista incompatibile con i valori cristiani. Tuttavia, il medesimo episcopato che si occupa di definire i confini politici dell’appartenenza cristiana presiede una Chiesa in crisi, con un calo del numero di fedeli e di vocazioni.

La Chiesa non può più produrre nuovi sacerdoti e si trova a dover spiegare agli europei quali appartenenze siano compatibili con il cristianesimo. Il Papa ha sottolineato che il cristianesimo non è una religione senza appartenenze, ma che la sua universalità non deve essere confusa con l’indifferenziazione. La tradizione cattolica riconosce l’importanza delle appartenenze storiche, culturali e nazionali, ma anche la necessità di evitare l’idolatria della nazione e la negazione della dignità altrui.

Un declino che non si arresta

La Chiesa tedesca ha registrato un calo del 5,48% nel numero di seminaristi nel 2024, con un totale di soli 11,7% dei candidati al sacerdozio a livello mondiale. L’Africa, invece, rappresenta il 34,5% di questi candidati. I dati del 2025 mostrano un calo del 19,2 milioni di cattolici, pari al 23% della popolazione tedesca, con un numero di fedeli che si riduce ogni anno. La partecipazione alla messa domenicale, pur leggermente risalita, riguarda solo il 6,8% dei cattolici.

La Chiesa, pur mantenendo una posizione chiara contro l’estrema destra, si trova a dover affrontare un problema interno: la sua capacità di produrre nuovi sacerdoti e di mantenere una comunità religiosa in Europa. Il Papa ha riconosciuto che il problema non è solo l’affermarsi dell’estrema destra, ma anche la perdita di identità religiosa nella società europea. Il calo delle vocazioni e della partecipazione alla vita comunitaria indica una crisi profonda, che va al di là di una semplice secolarizzazione, ma a una perdita di radici e di trasmissione della fede.

La Chiesa, pur mantenendo una posizione chiara su questioni politiche, deve confrontarsi con il fatto che non riesce più a trasmettere una fede viva alle nuove generazioni. La sua capacità di produrre nuovi sacerdoti e di mantenere una comunità religiosa è in forte calo, con conseguenze dirette sul suo ruolo sociale. Il Papa ha sottolineato che la Chiesa non può più produrre nuovi sacerdoti e si trova a dover spiegare agli europei quali appartenenze siano compatibili con il cristianesimo.