La chiesa di San Paterniano in vendita, i residenti chiedono di mantenerla come luogo di comunità
La chiesa di San Paterniano in vendita, i residenti chiedono di mantenerla come luogo di comunità

La chiesa di San Paterniano, in una frazione rurale di Paderno, è al centro di un dibattito tra la diocesi e i residenti, che temono la sua vendita possa portare alla sottrazione di un luogo storico e sociale alla comunità. L’edificio, in funzione come luogo sacro fino agli anni ’80, è incluso nel piano di alienazione di alcune chiese minori della diocesi di Cesena-Sarsina. I parrocchiani, però, si oppongono e chiedono che venga mantenuto come spazio aperto a tutti, a servizio della comunità locale e della diocesi.
Un luogo di memoria e di incontro
La chiesa di San Paterniano, costruita nel Settecento, rappresenta per i residenti un simbolo di identità e di connessione con il passato. “Qui si sono celebrati battesimi, matrimoni e funerali, le famiglie si sono incontrate, hanno condiviso momenti di gioia e di dolore”, ricorda Edmo Tersi, da tanti anni residente a Paderno e coordinatore di una raccolta firme già consegnata alla diocesi. Per lui e per gli altri abitanti, la chiesa non è solo un edificio, ma un luogo che ha segnato la vita di generazioni. La chiesa è un patrimonio condiviso, non un bene privato. I residenti temono che la vendita possa portare alla sua completa privatizzazione, trasformandola in una casa o una struttura ricettiva, e perdendo il legame con la comunità. “Un luogo che per generazioni è stato punto di riferimento religioso, ma anche sociale e umano, venga trasformato in una proprietà privata”, dice Tersi.
Un progetto di recupero in atto
Nella seconda metà degli anni Novanta, la chiesa fu donata dalla parrocchia di Collinello a quella di San Vittore. “Fu una scelta condivisa con la popolazione”, spiega Tersi. “Chiedemmo che nell’atto di donazione fosse inserito l’impegno di mantenere la funzione pastorale e il ruolo della chiesa come punto di riferimento per la comunità. Quello spirito che oggi chiediamo sia rispettato”. Nel 2011, la parrocchia di San Vittore avviò un intervento di recupero, che prevedeva di trasformare la chiesa e la canonica in un luogo di incontro aperto alle famiglie. Le difficoltà economiche e gli imprevisti tipici di un edificio storico hanno rallentato il completamento dell’intervento, ma il progetto non è stato abbandonato.
Non vengano prese decisioni irreversibili. “Ci sorprende che dell’operazione si stia occupando la diocesi e non la parrocchia di San Vittore. Chiediamo un confronto con chi vive qui prima che siano assunte decisioni irreversibili”, dichiara Tersi. I residenti, pur comprendendo le difficoltà economiche legate alla gestione del patrimonio ecclesiastico, non accettano l’idea di una completa privatizzazione del luogo. “Esistono progetti che consentono di valorizzare un bene mantenendone una funzione sociale e culturale”, spiega Tersi.
La questione, dunque, non è solo un problema di proprietà, ma di conservazione di un patrimonio storico e sociale. I residenti sperano che la chiesa possa rimanere un luogo di incontro, a servizio della comunità, e non un bene privato. L’appello finale è rivolto sia alla diocesi sia agli eventuali acquirenti. “Ci auguriamo che la vendita, se davvero dovrà esserci, possa diventare un’occasione per restituire vita a questo spazio e non per sottrarlo ai cittadini”, conclude Tersi. “Privatizzare completamente San Paterniano significherebbe perdere un pezzo della nostra identità”.
