Charli XCX dichiara morto il dancefloor con Music, Fashion, Film

Charli XCX abbandona il dancefloor per il rock in Music, Fashion, Film. Il nuovo album è un universo multidisciplinare con David Cronenberg, John Cale e Marc Jacobs.

Charli XCX in studio di registrazione circondato da strumenti rock durante la produzione del nuovo progetto multidisciplinare
Charli XCX in studio di registrazione circondato da strumenti rock durante la produzione del nuovo progetto multidisciplinare

Charli XCX rompe con il dancefloor e si reinventa nel rock con Music, Fashion, Film, il nuovo progetto che segna una svolta netta rispetto a Brat. La popstar britannica ha scelto di abbandonare il genere che l’ha resa celebre per sfuggire al peso del successo e costruire un universo creativo che travalica la sola musica. L’atteso seguito di Brat rappresenta così non solo una nuova direzione sonora, ma un esperimento multidisciplinare dove la moda e il cinema diventano elementi costitutivi del progetto tanto quanto le canzoni.

Dal dancefloor al rock: la scelta della sopravvivenza artistica

La decisione di Charli XCX di virare verso il rock non è casuale. La popstar ha dichiarato di essersela data al rock perché non voleva morire, intendendo con questo il rischio di estinguersi creativamente rimanendo confinata nel genere dance che l’ha contraddistinta finora. In Music, Fashion, Film, la strategia è quella di espandere lo sguardo artistico ben oltre i confini della musica tradizionale, costruendo un habitat creativo multidisciplinare dove ogni elemento coopera a definire un’esperienza complessiva.

Secondo Rolling Stone Italia, questo approccio rappresenta un escamotage per sopravvivere al peso del successo. La pressione di replicare i risultati di Brat, uno dei progetti discografici più influenti degli ultimi anni, avrebbe potuto trasformarsi in una trappola creativa. Charli XCX ha scelto invece di trasformare quella pressione in spinta evolutiva, cercando nella combinazione di linguaggi diversi una via d’uscita dalla ripetizione.

Un progetto multidisciplinare con ospiti illustri

Music, Fashion, Film non è solo un album, ma una dichiarazione d’intenti sulla natura stessa del progetto artistico contemporaneo. La copertina stessa del lavoro funziona come manifesto: riunisce nomi come John Cale, Marc Jacobs e Martin Scorsese in un’operazione che intreccia musica, moda e cinema fin dal primo sguardo. Questa scelta curatoriale segnala che ogni aspetto visuale e concettuale del progetto è stato pensato con la stessa cura dedicata alle canzoni.

All’interno del disco spicca la collaborazione con il regista e filmmaker David Cronenberg nel brano No One Lasts Forever. La presenza di Cronenberg, una figura chiave del cinema speculativo e provocatorio, sottolinea ulteriormente l’ambizione di Charli XCX di superare i confini della sola produzione musicale. Non si tratta di un semplice featuring vocale, ma di un’infiltrazione di sensibilità filmica nel corpo della canzone.

La scelta di coinvolgere Marc Jacobs, il leggendario designer di moda, testimonia come il progetto consideri l’estetica visiva come componente imprescindibile dell’esperienza artistica. John Cale, fondatore dei Velvet Underground, rappresenta invece un ponte verso una tradizione rock di sperimentazione consapevole. La presenza di Martin Scorsese suggerisce infine una dimensione narrativa e cinematografica che permea l’intero concept.

Charli XCX ha dunque costruito in Music, Fashion, Film non solo una risposta a Brat, ma una riflessione profonda su come un artista possa evolversi senza rinunciare alla propria essenza. Il nuovo album rappresenta un atto di ricerca consapevole su cosa significhi creare un universo estetico coerente quando la musica da sola non basta più a contenere le ambizioni creative di chi la genera.

Questo cambio di pelle, pur radicale nei generi coinvolti, mantiene una continuità concettuale con l’operazione Brat: in entrambi i casi si tratta di costruire mondi completi, dotati di regole interne e linguaggi specifici. Solo che dove Brat si definiva attraverso una scena e un’estetica club ibridata, Music, Fashion, Film guarda alla sala cinematografica e alla boutique come spazi di significazione altrettanto pregnanti e probabilmente meno effimeri nel tempo.