Cassazione respinge ricorso, no a un nuovo processo per Antonio Logli

Cassazione respinge ricorso di Antonio Logli, condannato a 20 anni per omicidio di Roberta Ragusa.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Antonio Logli, l’elettricista pisano condannato a 20 anni di carcere per omicidio volontario e distruzione di cadavere. La decisione, resa nota il 21 settembre 2023, chiude definitivamente il percorso giudiziario relativo al delitto di Roberta Ragusa, scomparsa la notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012 da Gello di San Giuliano, in provincia di Pisa. La sentenza definitiva, emessa in via definitiva, conferma la condanna del marito della donna, che si è sempre dichiarato innocente.

Giustizia fatta, promessa mantenuta

«Non ci sarà un nuovo processo», ha commentato Roberta Ragusa, la vittima del delitto, attraverso un messaggio pubblicato sui social. La famiglia della donna, che ha seguito con attenzione i procedimenti giudiziari, ha espresso soddisfazione per la conclusione del caso. «È stato un lungo percorso, abbiamo mantenuto la promessa: giustizia è stata fatta», ha aggiunto la donna, con un tono di riconoscenza e speranza. La famiglia, insieme a Maria Ragusa, cugina della vittima, ha espresso apprezzamento per la decisione della Suprema corte, che ha respinto il ricorso presentato in appello.

La difesa non ha successo

Il ricorso presentato da Antonio Logli, difeso da un team di avvocati, era stato respinto in primo grado dalla corte di appello di Genova. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile l’istanza di revisione. L’avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell’associazione Penelope che tutela le famiglie di persone scomparse, ha espresso soddisfazione per la sentenza. «Non solo i giudici ma anche gli avvocati devono parlare con le sentenze e noi abbiamo parlato», ha commentato, sottolineando l’importanza del lavoro svolto per garantire la verità.

La famiglia di Roberta Ragusa, che ha seguito con dolore e determinazione il processo, ha visto finalmente il caso chiudersi. «Finalmente è finita», ha detto Maria Ragusa, cugina della donna scomparsa. La decisione della Corte di Cassazione ha dato un senso di chiusura a una vicenda che ha segnato la vita di una famiglia e ha portato alla condanna definitiva di un uomo accusato di aver ucciso la moglie e di aver nascosto il suo corpo.

La sentenza, che ha concluso il percorso giudiziario, ha anche dato una forma di giustizia a una donna scomparsa e alla sua famiglia. La Corte di Cassazione, con la sua decisione, ha riconosciuto l’effettiva condanna e ha respinto ogni tentativo di revisione. La famiglia, con la consapevolezza di aver mantenuto la promessa, ha trovato un momento di pace dopo anni di attesa e sofferenza.