Il caso Cucchi arriva in Cassazione, il pg chiede l’assoluzione del colonnello Sabatino
Il processo per depistaggi sul caso Cucchi arriva in Cassazione, il pg chiede l’assoluzione del colonnello Sabatino.
Il processo per depistaggi arriva in Cassazione
Il caso Cucchi, che ha visto la morte di Stefano Cucchi a seguito di un pestaggio, arriva in Cassazione con un nuovo capitolo. I giudici della Quinta sezione della Suprema Corte dovranno decidere sui ricorsi presentati da sei carabinieri, tra cui il colonnello Lorenzo Sabatino. Il sostituto procuratore generale Tomaso Epidendio ha chiesto l’assoluzione di Sabatino, sottolineando che il fatto non costituisce reato.
La procura generale chiede l’annullamento della sentenza
Nel corso della requisitoria, il pg Epidendio ha sottolineato la contraddittorietà e illogicità della sentenza precedente. La procura generale della Cassazione ha sollecitato l’annullamento senza rinvio per Sabatino, il rigetto dei ricorsi di Francesco Di Sano e Luca De Cianni, e l’inammissibilità dei ricorsi presentati da altri carabinieri. La sentenza di Appello aveva confermato la condanna a un anno e tre mesi per Sabatino, mentre per altri carabinieri è stata ridotta la pena o riconosciuta la prescrizione.
La senatrice Ilaria Cucchi ha espresso le sue opinioni prima dell’udienza. «Tutte le persone coinvolte, a vario titolo, in questo processo, il cosiddetto “Cucchi Ter”, e condannate in due gradi di giudizio (o, in alcuni casi, salvate grazie alla prescrizione), tutte sono per me ugualmente responsabili di anni di processi a vuoto», ha detto. La sua voce ha espresso una profonda frustrazione per la lunga e complessa vicenda giudiziaria.
Ilaria Cucchi ha anche sottolineato che ciascuno dei carabinieri è stato corresponsabile della malattia e della morte dei genitori di suo fratello. Ha rilevato che tutti hanno creduto di potersi prendere gioco della giustizia. Oggi i supremi giudici della Quinta sezione dovranno decidere sui ricorsi presentati da sei carabinieri. Il processo, nato dall’inchiesta del pm Giovanni Musarò, ha visto accuse che vanno dal falso al favoreggiamento, all’omessa denuncia e alla calunnia.
Le accuse contestate nel procedimento riguardano l’eventuale contributo dei carabinieri al depistaggio del caso. Alcuni carabinieri hanno visto riconosciuta la prescrizione o sono stati assolti. Il caso Cucchi, che ha visto la morte di Stefano Cucchi il 15 ottobre 2009, è diventato un simbolo di un sistema giudiziario in cui la giustizia è stata messa in discussione.
La decisione dei giudici della Quinta sezione potrebbe rappresentare un ulteriore passo nella ricostruzione di un caso che ha scosso l’opinione pubblica e ha sollevato interrogativi su responsabilità e processi. La senatrice Cucchi ha espresso la sua convinzione che tutti i protagonisti siano stati coinvolti in un gioco di potere e di distrazione della giustizia.
