La Casa di Semiautonomia “Giulia Cecchettin” torna ad accogliere donne e bambini vittime di violenza
La Casa di Semiautonomia “Giulia Cecchettin” a Grottaferrata riapre, offrendo supporto a donne e bambini in fuga dalla violenza.

Un nuovo inizio dopo la violenza
La Casa di Semiautonomia “Giulia Cecchettin” a Grottaferrata ha ripreso le attività, offrendo nuovamente un rifugio a donne e bambini vittime di violenza. Dopo un periodo di sospensione, la struttura ha accolto due nuovi nuclei familiari, compresi due giovani madri e due bambini. L’obiettivo del progetto è accompagnare le donne nel loro percorso di uscita dalla violenza, supportandole nella ricostruzione di una vita stabile e indipendente. La riapertura rappresenta una risposta concreta a un bisogno che non termina con l’allontanamento dalla violenza.
La protezione non è sufficiente: serve un sostegno duraturo. Lasciare una relazione violenta è solo il primo passo: per raggiungere la piena autonomia, è necessario ricostruire stabilità economica, fiducia personale e legami sociali. All’interno della Casa di Semiautonomia, ogni donna segue un progetto personalizzato, che include supporto psicologico, percorsi di empowerment e orientamento lavorativo. L’obiettivo non è soltanto offrire un tetto, ma restituire alle ospiti la possibilità di decidere liberamente della propria vita.
Un sostegno che include anche i bambini
La Casa di Semiautonomia si occupa non solo delle donne, ma anche dei bambini, che possono portare con sé le conseguenze della violenza assistita e dello sradicamento dalla precedente quotidianità. Il sostegno scolastico e la possibilità di frequentare regolarmente le lezioni contribuiscono a restituire loro stabilità, relazioni e prospettive. I due bambini accolti a Grottaferrata possono frequentare la scuola a tempo pieno, una possibilità fondamentale per il loro percorso educativo e per consentire alle madri di conciliare le responsabilità di cura con il lavoro.
La scuola è un punto di riferimento per la ripartenza. La struttura si impegna a trasformare la protezione in libertà e l’assistenza in indipendenza, offrendo un ambiente sereno nel quale far crescere i propri figli. La Casa di Semiautonomia non si limita a offrire un tetto, ma si propone come un luogo in cui le donne possono ricostruire la loro vita e i loro figli possono trovare stabilità.
La presentazione del progetto è avvenuta durante una conferenza stampa a Palazzo Grutter, dove hanno partecipato il commissario straordinario del Comune di Grottaferrata, il prefetto Filippo Santarelli, la responsabile dei Servizi alla Persona, Francesca Fabbris, e la presidente di Ponte Donna, Carla Centioni. Nel corso dell’incontro è stato illustrato il lavoro svolto dalle professioniste e il nuovo percorso reso possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione. Al termine della conferenza è stato possibile visitare la struttura e conoscere più da vicino gli spazi destinati alle donne e ai loro bambini.
La riapertura della Casa “Giulia Cecchettin” rappresenta una risposta concreta a un bisogno che non termina con l’allontanamento dalla violenza. Una donna può essere al sicuro e, allo stesso tempo, non avere ancora un lavoro, una casa o gli strumenti economici necessari per sostenere sé stessa e i propri figli. È proprio in questo passaggio che una casa di semiautonomia può fare la differenza: trasformare la protezione in libertà, l’assistenza in indipendenza e la paura in una nuova possibilità di scelta.
A Grottaferrata due giovani madri e due bambini hanno già cominciato questo cammino. Le loro identità devono restare protette, ma il significato della loro ripartenza appartiene all’intera comunità: uscire dalla violenza è possibile, purché nessuna donna venga lasciata sola.
