Le biblioteche milanesi superano i tesserati di Milan e Inter

Le biblioteche di Milano hanno più tesserati di Milan e Inter insieme, secondo il primo bilancio sociale del Comune.

Le biblioteche di Milano superano in numero i tesserati di Milan e Inter messi insieme. È il dato emerso dal primo bilancio sociale del sistema bibliotecario milanese, realizzato in collaborazione con l’Area Biblioteche del Comune e l’agenzia cheFare. L’obiettivo del lavoro è stato quello di misurare e raccontare il valore sociale e culturale prodotto dalle 26 biblioteche della città, mettendo in luce un’istituzione che, purtroppo, spesso viene sottostimata o ignorata.

Un valore sociale misurabile

Il bilancio sociale ha cercato di ribaltare gli stereotipi su chi frequenta le biblioteche e su chi le gestisce. I dati raccolti mostrano che le biblioteche non sono solo luoghi di lettura, ma spazi di democrazia, accesso equo all’informazione e riduzione dei divari digitali. La biblioteca agisce come presidio di cultura e di inclusione, un’esperienza che si basa non solo sui libri, ma anche su relazioni, formazione e mediazione sociale. Le biblioteche non sono solo un luogo fisico, ma un’esperienza che si costruisce attraverso l’interazione e la condivisione di conoscenze. La biblioteca rionale Tibaldi a Milano è un esempio di come l’esperienza di prima mano possa essere diversa per ogni individuo. Mentre alcuni si sentono a casa tra i libri e i scaffali, altri non riescono a immaginare un’alternativa al digitale.

Un’istituzione sottostimata

La sistematica svalutazione delle competenze dei bibliotecari rappresenta un altro problema. Molti di loro vengono percepiti come funzionari che si limitano a ritirare e consegnare libri, mentre in realtà operano come mediatori civici della conoscenza come bene pubblico. Sono professionisti altamente specializzati che agiscono in prima linea contro l’analfabetismo funzionale e emotivo. La biblioteca non è solo un costo per la collettività, ma una piattaforma sociale e culturale indispensabile per il benessere collettivo. Il bilancio sociale ha cercato di mostrare che la biblioteca agisce come presidio di democrazia e di riduzione dei divari digitali e culturali. Rendere misurabile e narrabile questa ricchezza serve a guidare le scelte politiche e a giustificare gli investimenti pubblici.

Il lavoro di cheFare e dell’Area Biblioteche del Comune di Milano ha prodotto oggetti editoriali pensati per diverse tipologie di pubblico: una ricerca per gli addetti ai lavori, un report “executive” per i decisori pubblici e un report narrativo per gli utenti. Un modo per sistematizzare e rendere accessibili le diverse forme di valore che le biblioteche costruiscono sui territori.

Le biblioteche sono spesso un affare per i giovani: nella fascia under24 si concentra la quota più alta di frequentatori abituali, quasi il 31%, un dato che supera di oltre due volte la media nazionale. Tuttavia, il divario anagrafico è profondo, e le biblioteche non riescono a raggiungere tutte le fasce di popolazione. La mancata apertura verso fasce di popolazione finora escluse o la contrazione nell’accesso di quelle attive rappresenta una minaccia per l’istituzione.