Alternanza scuola-lavoro, quattro maturandi su dieci non hanno mai svolto un tirocinio reale

Quattro maturandi su dieci non hanno mai svolto un tirocinio reale, secondo un report sull’alternanza scuola-lavoro.

Maturandi senza esperienza lavorativa, dati sull’alternanza scuola-lavoro
Maturandi senza esperienza lavorativa, dati sull’alternanza scuola-lavoro

Quattro maturandi su dieci non hanno mai svolto un tirocinio reale durante il loro percorso scolastico, secondo un report dell’Osservatorio “Giovani e Orientamento” realizzato da Skuola.net in collaborazione con Gi Edu. L’indagine, condotta su circa mille studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, ha fotografato un quadro in chiaroscuro: da un lato progressi nell’orientamento e nella formazione scuola-lavoro, dall’altro una quota significativa di ragazzi che conclude il ciclo di studi senza una esperienza pratica concreta e senza una direzione chiara per il futuro.

Formazione scuola-lavoro, il 39,5% non ha mai svolto attività in contesti reali

Secondo il report, il 39,5% dei maturandi lascia i banchi senza aver mai svolto un’attività in un ambiente lavorativo reale nell’ambito delle esperienze previste dalla scuola. Allo stesso tempo, il 28% arriva al diploma senza sapere con precisione cosa fare dopo aver ottenuto il “pezzo di carta”. L’esperienza può essere svolta anche attraverso simulazioni d’impresa a scuola, project work o attività a distanza, modalità che permettono agli studenti di assolvere l’obbligo senza entrare concretamente in un’azienda, in un ufficio, in un ente o in un contesto produttivo.

Un dato che pesa soprattutto perché il contatto diretto con il lavoro era uno dei pilastri della riforma. E anche quando l’esperienza si svolge “sul campo”, non sempre riguarda l’impresa privata: il 37% delle attività è stato svolto in aziende private, il 38% in enti pubblici e il 17% in realtà no profit. La Formazione Scuola Lavoro, introdotta dieci anni fa con la riforma della Buona Scuola, non sembra aver ancora raggiunto pienamente l’obiettivo iniziale.

Orientamento, il 60% ha partecipato a percorsi per conoscere se stesso e le proprie scelte

La qualità generale delle attività di orientamento ha migliorato, con il 60% degli studenti che ha partecipato a percorsi teorici o pratici per conoscere meglio se stesso, i propri talenti e le possibili scelte formative o professionali. Su questo fronte, le riforme legate al Pnrr hanno aumentato le iniziative nelle scuole, a partire dall’introduzione delle 30 ore obbligatorie di orientamento nell’ultimo triennio delle superiori e dalla figura del docente tutor.

Il 57% dei maturandi ha avuto la possibilità di fissare colloqui individuali con il docente tutor, ma solo il 30% di chi li ha svolti li ha ritenuti davvero utili. Il completamento delle ore minime richieste resta un requisito per l’ammissione all’esame di Maturità, ma il modo in cui si svolge l’esperienza rimane spesso distante dall’obiettivo di una formazione reale e orientativa. Allo stesso tempo, il 28% ha svolto le ore di Formazione Scuola Lavoro esclusivamente in ambiti lavorativi reali, mentre il 33% ha alternato attività pratiche e percorsi svolti in altre modalità. Questi dati mettono in luce una situazione complessa, in cui la formazione scuola-lavoro non è ancora pienamente attuata, ma mostra segni di progresso in alcuni ambiti.