Alessandro Impagnatiello condannato all’ergastolo, premeditazione esclusa. La sorella di Giulia: «L’ha avvelenata per 6 mesi»
Alessandro Impagnatiello condannato all’ergastolo, premeditazione esclusa. La sorella di Giulia: «L’ha avvelenata per 6 mesi»

Alessandro Impagnatiello, 32 anni, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi, avvenuto il 27 maggio 2023 a Senago. La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado, ma ha escluso l’aggravante della premeditazione, riconoscendo invece l’aggravante della crudeltà e del rapporto di convivenza. La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, ha commentato su Instagram la sentenza con parole di dolore e disapprovazione, affermando che l’imputato «l’ha avvelenata per sei mesi».
La difesa cerca la giustizia riparativa
La difesa di Impagnatiello ha tentato di proporre la giustizia riparativa con vittima surrogata, ma la sostituta procuratrice generale Maria Pia Gualtieri ha espresso il suo «no», sottolineando che non ci sono elementi di fatto sufficienti a giustificare tale percorso. L’avvocata Giulia Geradini ha spiegato che la difesa non ha offerto alcun elemento per dimostrare l’utilità della giustizia riparativa, né ha fornito un vantaggio per la vittima. La difesa ha inoltre chiesto l’esclusione delle aggravanti della premeditazione e della crudeltà, sostenendo che non ci sono prove sufficienti per riconoscerle.
La sorella di Giulia ha espresso un forte disappunto per la mancanza di riconoscimento della premeditazione. Chiara Tramontano ha scritto su Instagram: «L’ha avvelenata per sei mesi. Ha cercato su Internet: ‘Quanto veleno serve per uccidere una donna’. Poi l’ha uccisa. Per lo Stato, supremo legislatore, non è premeditazione». La sorella ha anche criticato la legge, affermando che «chiude gli occhi davanti alla verità e uccide due volte».
Le accuse e le reazioni dei familiari
Le accuse nei confronti di Impagnatiello sono di omicidio volontario pluriaggravato, procurato aborto e occultamento di cadavere. La madre di Giulia, Loredana Femiano, ha pubblicato su Instagram una foto della famiglia al completo, scrivendo «Cinque per sempre». Il padre, Franco Tramontano, ha scritto: «Vivrai in eterno nei cuori di chi ti ha sinceramente amata». La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, ha commentato la sentenza con parole di forte disapprovazione, affermando che l’imputato «l’ha avvelenata per sei mesi» e che ha cercato su Internet «quanto veleno serve per uccidere una donna».
La sorella ha espresso un forte disappunto per la mancanza di riconoscimento della premeditazione. Chiara Tramontano ha scritto su Instagram: «L’ha avvelenata per sei mesi. Ha cercato su Internet: ‘Quanto veleno serve per uccidere una donna’. Poi l’ha uccisa. Per lo Stato, supremo legislatore, non è premeditazione». La sorella ha anche criticato la legge, affermando che «chiude gli occhi davanti alla verità e uccide due volte».
La difesa ha sottolineato che l’imputato ha «chiesto scusa alla famiglia della vittima» e che l’omicidio non è stato premeditato né crudele. L’avvocata Giulia Geradini ha spiegato che la difesa ha presentato ricorso dopo la condanna all’ergastolo, chiedendo di escludere le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. La difesa ha anche sottolineato che l’imputato ha avuto un atteggiamento collaborativo dopo il delitto, manifestando il suo pentimento e le sue scuse alla famiglia della vittima.
La procura generale, rappresentata da Maria Pia Gualtieri, ha sottolineato che l’omicidio è stato commesso con premeditazione e crudeltà, con 37 coltellate. La procura ha anche sottolineato che l’imputato ha mentito e ha simulato l’esistenza di Giulia, mandando messaggi falsi. La procura ha concluso che l’imputato non merita le circostanze attenuanti generiche e che la sentenza è giusta.
