Bimba nata morta in clinica di Acerra, medico indagato per interruzione colposa di gravidanza
Bimba nata morta in clinica di Acerra, medico indagato per interruzione colposa di gravidanza

Una bimba nata morta in una clinica di Acerra, in provincia di Napoli, ha portato all’indagine per interruzione colposa di gravidanza contro un medico. La famiglia, composta da A.P., 43 anni, e sua moglie G.R., 45 anni, ha denunciato l’ignoranza della sofferenza fetale rilevata durante un tracciato eseguito l’11 luglio. La piccola è nata senza vita il 13 luglio dopo un parto cesareo, e il corpo è stato riesumato il 30 luglio per un’indagine su cause e responsabilità medico-sanitarie. I genitori hanno consegnato ai carabinieri la documentazione sanitaria, tra cui il referto dell’ultimo tracciato, che avrebbe rilevato la sofferenza fetale.
La sofferenza fetale non riconosciuta
Secondo la famiglia, durante un’ecografia pre-parto eseguita l’11 luglio nella stessa clinica, sarebbe emersa una sofferenza fetale, ma il ginecologo non ne avrebbe tenuto conto. “Ci avevano detto che la nostra bimba era morta nel grembo di sua madre perché strangolata dal cordone ombelicale ma dall’analisi dell’ultimo tracciato a cui è stata sottoposta mia moglie è emersa una sofferenza fetale che secondo noi è stata ignorata dal medico”, ha spiegato A.P. La coppia ha sottolineato che la gravidanza aveva avuto un decorso regolare, ma i dati non sono stati adeguatamente valutati. La famiglia ha espresso la volontà di chiarire i fatti e di ottenere risposte sui passaggi che hanno portato alla nascita senza vita della piccola.
Indagini e autopsia per chiarire le responsabilità
Le indagini, coordinate dai carabinieri e dalla Procura di Nola, hanno portato all’apertura di un fascicolo e all’iscrizione del medico nel registro degli indagati. Il 30 luglio il corpo della piccola è stato riesumato e sottoposto ad autopsia, come disposto dal pm Aurora Celico, per accertare le cause e le responsabilità medico-sanitarie. I genitori hanno consegnato ai carabinieri la documentazione sanitaria, tra cui il referto dell’ultimo tracciato, che avrebbe rilevato la sofferenza fetale.
Il medico ha chiesto ripetutamente la restituzione dell’unica copia del referto del tracciato eseguito l’11 luglio, che secondo la famiglia avrebbe rilevato la sofferenza fetale. La denuncia dei genitori, presentata il 20 luglio, ha dato il via all’indagine e alla riesumazione del corpo della bimba. L’azione legale è stata supportata dall’avvocato Francesco Petruzzi, che ha rappresentato la famiglia. La Procura di Nola ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di interruzione colposa di gravidanza. L’indagine proseguirà per chiarire se il medico abbia trascurato informazioni critiche durante la gestione della gravidanza. La famiglia ha espresso la propria preoccupazione per l’ignoranza della sofferenza fetale e ha chiesto una risposta chiara su quanto è accaduto. La situazione rimane in fase di indagine e le autorità proseguiranno i controlli per determinare eventuali responsabilità medico-sanitarie.
