Crescita esponenziale delle rimesse in Brianza: un aumento del 662% in 15 anni
Crescita record delle rimesse in Brianza: un aumento del 662% in 15 anni, dati Banca d’Italia.

Nel 2025 gli stranieri residenti in provincia di Monza e Brianza hanno inviato ai Paesi d’origine 122,3 milioni di euro, un record che conferma un trend di crescita quasi ininterrotto dal 2010, quando il totale non superava i 16 milioni. I dati, diffusi ogni anno dalla Banca d’Italia, segnalano un aumento del 662% in 15 anni, con un incremento che ha visto il valore delle rimesse passare da un milione a quasi 122 milioni di euro. Questi numeri, che rappresentano il denaro trasferito in forma cash-to-cash attraverso sistemi di “money transfer”, sono indicatori di dinamiche economiche complesse, che vanno oltre il semplice valore dell’economia informale degli immigrati.
Un fenomeno in crescita e in evoluzione
Le rimesse in Brianza non rappresentano solo un flusso di denaro, ma anche un segnale di integrazione e stabilità. In alcuni casi, come per le comunità bengalesi, filippine o senegalesi, l’invio di denaro alla famiglia estesa è un dovere sociale codificato, spesso indipendentemente dal reddito effettivo. Tuttavia, in altre situazioni, come per la comunità romena, il calo delle rimesse può indicare un processo di integrazione, con il ricongiungimento familiare che riduce la necessità di mandare fondi a casa. Il 2025 segna un record per le rimesse totali, ma negli ultimi tre anni si osserva un assestamento, con un passaggio da 117,7 milioni del 2022 a una sostanziale stabilità.
Le banche cinesi sotterranee e il fenomeno del denaro informale
Un aspetto particolare riguarda le rimesse in Cina, che hanno visto un calo del 97% negli ultimi dieci anni. Nel 2016, la comunità cinese in Brianza aveva inviato quasi un milione di euro, ma nel 2025 i flussi ufficiali sono scesi a 26mila euro. Questo fenomeno ha suscitato sospetti su un sistema parallelo di scambio di denaro, noto come “Chinese underground banks”, che permette il trasferimento di fondi senza lasciare traccia. Secondo un rapporto dell’Università degli studi Milano-Bicocca, queste reti informali hanno movimentato circa 2,9 miliardi di euro nel 2022, con una crescita del 130% nel primo trimestre 2023.

Le piattaforme di pagamento cinesi come WeChat Pay e Alipay facilitano ulteriormente il sistema, rendendolo praticamente impossibile da monitorare per le autorità italiane. Queste reti, che operano in modo informale, sono state oggetto di indagini coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Ancona e da inchieste in altre regioni, che hanno segnalato possibili collegamenti con il riciclaggio di proventi illeciti. Sebbene i dati siano ancora in fase di verifica, il fenomeno sembra essere in crescita e potrebbe rappresentare un aspetto marginale ma significativo del sistema finanziario italiano.
La crescita delle rimesse in Brianza, sebbene in parte legata a dinamiche culturali e sociali, riflette anche un processo di integrazione e stabilità economica. Tuttavia, il fenomeno delle banche cinesi sotterranee rappresenta un aspetto complesso e inesplorato, che richiede ulteriori indagini per comprendere appieno le sue implicazioni. Il tema delle rimesse, quindi, non è solo un indicatore di reddito, ma un fenomeno che coinvolge cultura, economia e governance.
