Alessandro Sottovia: futuro nell’IA ma casa a Bolzano

Alessandro Sottovia, 28 anni, dottorando in IA a Bolzano, spiega il legame con la città e le sue prospettive di ricerca.

Alessandro Sottovia, dottorando in intelligenza artificiale a Bolzano, parla del suo futuro e del legame con la città
Alessandro Sottovia, dottorando in intelligenza artificiale a Bolzano, parla del suo futuro e del legame con la città

Un percorso di ricerca tra passione e radici

Alessandro Sottovia, 28 anni, dottorando in intelligenza artificiale (IA) tra Università di Bolzano e Loacker, ha scelto di rimanere nel territorio che lo ha visto crescere. NATO a Bolzano nel 1998, il giovane ha sempre visto la città come casa, nonostante le opportunità estere. «Sono molto legato al territorio e alla mia famiglia», spiega. La sua passione per la tecnologia nasce da una scelta di carriera inaspettata: inizialmente aveva pensato di studiare psicologia, ma un’insegnante, la professoressa Cristina Macola, lo ha indirizzato verso l’informatica e la programmazione.

Da videogiochi a Computer Vision e Digital Twin

Il sogno iniziale di Alessandro era sviluppare videogiochi, ma con il boom dell’IA, il suo interesse si è spostato verso applicazioni più concrete. Oggi, il dottorando si occupa di Computer Vision e Digital Twin, due aree che permettono ai sistemi di interpretare immagini, video e di creare modelli virtuali di oggetti o processi. «Studiamo come permettere ai sistemi di comprendere immagini e video, riconoscere anomalie, difetti o azioni compiute dalle persone», spiega.

La sua collaborazione con Loacker ha avuto inizio durante la magistrale, quando ha iniziato a studiare sistemi per individuare difetti nei prodotti. Successivamente, ha formato i dipendenti dell’azienda, spiegando come utilizzare strumenti di IA. «L’idea di un dottorato industriale è nata proprio parlando con Andreas Loacker», racconta. Loacker finanzia il suo percorso universitario, mentre lui porta in azienda le innovazioni emerse dalla ricerca. Questo modello di collaborazione rappresenta un’alternativa concreta alla ricerca pura, con un impatto diretto sul mondo produttivo.

Alessandro ha ricevuto offerte anche all’estero, ma ha scelto di rimanere a Bolzano. «Sono molto legato al territorio e alla mia famiglia», dice. La qualità della vita, non solo gli stipendi, è per lui un fattore decisivo. «Certo, nel mio settore le offerte dall’estero sono numerose e gli stipendi sono più alti, ma per me conta la qualità della vita», conclude. Il suo obiettivo è portare l’IA dentro le aziende, renderla uno strumento concreto. La sua decisione non è solo un atto di fedeltà, ma una scelta di equilibrio tra opportunità e valori.

Il suo percorso, che ha visto l’evoluzione da un sogno di videogiochi a una ricerca di frontiera, è un esempio di come la passione per la tecnologia possa trovare radici in un luogo che si sceglie. Alessandro Sottovia, con il suo lavoro e la sua scelta di rimanere a Bolzano, rappresenta un futuro in cui la ricerca e la comunità locale si incontrano. Il suo lavoro, che si concentra su modelli linguistici, realtà aumentata e Digital Twin, mostra come l’IA possa essere un’arma di trasformazione per le aziende e per la società. La sua storia è un invito a guardare oltre i numeri e a scegliere un percorso che risponda a domande più profonde.

Con un’esperienza che va dallo sviluppo di videogiochi alla ricerca in Computer Vision, Alessandro Sottovia dimostra come la tecnologia possa essere un ponte tra passato e futuro. La sua scelta di rimanere a Bolzano non è solo un atto di fedeltà, ma una scelta di equilibrio tra opportunità e valori. La sua ricerca, che si concentra su modelli linguistici, realtà aumentata e Digital Twin, mostra come l’IA possa essere un’arma di trasformazione per le aziende e per la società.