L’AI ha sostituito il lavoro umano su piattaforme di crowdsourcing
L’AI ha ridotto il lavoro umano su piattaforme di crowdsourcing, con un calo del 80% in alcuni settori.

Le intelligenze artificiali stanno trasformando radicalmente il mercato del lavoro freelance, con un impatto significativo su piattaforme come Mechanical Turk, Upwork e Fiverr. Secondo uno studio pubblicato all’inizio del mese, il 80% dei lavori precedentemente svolti da freelance su queste piattaforme è stato sostituito da sistemi di AI, un dato che segna un cambiamento profondo nel modo in cui vengono gestiti i compiti di etichettatura, traduzione e scrittura. L’evoluzione tecnologica ha reso possibili operazioni che una volta richiedevano ore di lavoro umano, ora completate in pochi secondi da algoritmi addestrati.
La nascita di Mechanical Turk e il suo ruolo nel crowdsourcing
Il fenomeno ha radici che risalgono al 2005, quando Amazon lanciò Mechanical Turk, un servizio che permetteva alle aziende di esternalizzare compiti ripetitivi a lavoratori occasionali. L’obiettivo iniziale era di creare un sistema in grado di etichettare immagini e dati per migliorare l’efficienza degli algoritmi di ricerca. Il nome del servizio, ispirato al “Turco Meccanico”, un presunto automa del 1769, nascondeva in realtà un’idea semplice: usare il lavoro umano per simulare un’automazione. Con il tempo, Mechanical Turk è diventato uno dei primi esempi di crowdsourcing, un modello che ha poi ispirato piattaforme come Fiverr e Upwork.
La crisi delle piattaforme e l’espansione dell’AI
La diffusione delle intelligenze artificiali ha messo in discussione la sostenibilità di queste piattaforme. Secondo uno studio del 2023, già a pochi mesi dal lancio di ChatGPT, il 33-46% dei lavoratori di Mechanical Turk utilizzava le AI per svolgere i compiti. Il dato è salito all’80% in un breve periodo, segnando un calo drastico del lavoro umano. Le aziende, in particolare quelle che richiedevano testi o dati, hanno iniziato a preferire modelli di AI come quelli sviluppati da OpenAI, che offrono risultati rapidi e di qualità accettabile. Questo ha ridotto la domanda di lavoro su piattaforme come Upwork, dove i compiti di scrittura e traduzione sono calati notevolmente.
La situazione ha portato a un cambiamento nel rapporto tra committenti e lavoratori. Molti freelance utilizzano software come “autobidder” per automatizzare la lettura degli annunci e l’invio di proposte, creando un ambiente altamente competitivo e al ribasso. Questo ha ridotto le possibilità di contrattazione e ha reso il lavoro sempre più instabile. Il fenomeno è stato descritto come “enshittification”, un processo con cui i servizi online peggiorano gradualmente l’esperienza degli utenti.
La crisi ha avuto conseguenze dirette sui lavoratori freelance, molti dei quali hanno abbandonato le piattaforme a causa della riduzione delle opportunità. Le aziende, invece, hanno adottato strategie per rimanere competitive, aumentando le commissioni e inasprendo le regole per limitare le transazioni esterne. Il CEO di Fiverr, Micha Kaufman, ha riconosciuto l’impatto dell’AI, scrivendo a tutti i dipendenti: «L’AI sta venendo a rubarvi il lavoro». A seguito di questa dichiarazione, l’azienda ha licenziato 250 dipendenti, il 30% del totale, per ridurre i costi e adattarsi alle nuove tecnologie.
Nonostante la crisi, la funzione di Mechanical Turk rimane simile a quella iniziale: trovare persone che etichettino dati per gli algoritmi di Amazon e di altre aziende. La differenza è che oggi quei dati vengono utilizzati per l’addestramento di sistemi di AI, grazie a servizi come Amazon SageMaker Ground Truth. Questo crea un ciclo virtuoso in cui l’AI sostituisce sempre di più i lavoratori, ma allo stesso tempo si basa su dati prodotti da esseri umani.
