Mauro Guerra, 11 anni dopo: la famiglia chiede dignità per la sua memoria

La famiglia di Mauro Guerra chiede dignità e rispetto dopo 11 anni dalla sua morte.

Una famiglia chiede dignità e rispetto per la memoria di Mauro Guerra, 11 anni dopo la sua morte
Una famiglia chiede dignità e rispetto per la memoria di Mauro Guerra, 11 anni dopo la sua morte

Il 29 luglio 2015, Mauro Guerra, 32 anni, fu ucciso da un carabiniere mentre tentava di fuggire da un trattamento sanitario obbligatorio. Dopo 11 anni, la famiglia del giovane torna a parlare, nel giorno dell’anniversario, con un post della madre Giusy Businaro e le parole della sorella Elena. La loro richiesta è chiara: non lì, non in quella piazza, non in quel punto dove tutto si è compiuto. La famiglia chiede dignità e rispetto per la memoria di Mauro, che viveva a Carmignano, frazione di Sant’Urbano, dove è nata la nuova caserma dei carabinieri.

Una caserma costruita sul luogo del dramma

La nuova sede dei carabinieri, ricavata dall’ex scuola elementare di Carmignano, è un intervento da oltre 1,5 milioni di euro. I militari dovrebbero trasferirvisi entro fine anno, mentre l’inaugurazione è attesa nei primi mesi del 2027. La madre di Mauro, Giusy Businaro, ha espresso profonda preoccupazione: «Se era necessaria una caserma nuova, un minimo di dignità e di rispetto verso il dolore altrui era essenziale e fondamentale». La sorella, Elena Guerra, ha aggiunto: «L’edificio è grande e questa cosa ci turba non poco».

Le promesse non si sono mantenute

La famiglia ha ricordato le promesse del sindaco Dionisio Fiocco, che nel 2017 aveva detto di dedicare una via a Mauro se fosse stato rieletto. Non è accaduto. «Non è accaduto», ha confermato Elena. La madre ha anche sottolineato l’assenza di iniziative pubbliche in ricordo del 32enne, nonostante le solenni promesse fatte dal sindaco ancora in campagna elettorale. «Nessuna via, nessuna piazza dedicata al suo calvario», ha scritto Giusy Businaro. La famiglia non ha perdonato, perché da parte del carabiniere non c’è mai stato un momento di pentimento.

Il ricorso al tribunale ha portato a un’assoluzione nel 2018, ma la Corte d’appello di Venezia ha riconosciuto la responsabilità civile del carabiniere Marco Pegoraro. La famiglia chiede che le persone sappiano e non dimentichino che Mauro è stato ucciso per niente e che nessuno ha realmente pagato. «Voglio che le persone sappiano e non dimentichino», ha detto la madre. La famiglia ha organizzato una messa di suffragio a Lendinara, nel giorno dell’anniversario. Il sindaco Fiocco ha spiegato che non è stato possibile intitolare una via a Mauro, poiché c’è un procedimento giudiziario in corso. «Comprendo il loro dolore, ma dal punto di vista giuridico non posso fare altro che attendere», ha detto. La madre, però, non demorde: «A pochi passi dalla futura caserma c’è lui che riposa. Lasciatelo in pace, almeno ora, lasciatelo in pace». La famiglia chiede dignità e rispetto per la memoria di Mauro Guerra, 11 anni dopo la sua morte.