Il raid al Delfinus, indagini in corso: “Bagno in cenere, avrò giustizia”

Indagini in corso per il raid al Delfinus, l’imprenditrice: “Bagno in cenere, avrò giustizia”.

Stabilimento balneare distrutto da incendio, imprenditrice in attesa di giustizia
Stabilimento balneare distrutto da incendio, imprenditrice in attesa di giustizia

Il 7 settembre 2023, nella notte tra giovedì e venerdì, un gruppo di persone, definiti come “maranza”, ha dato alle fiamme lo stabilimento balneare Delfinus a lido degli Scacchi. L’episodio ha lasciato un segno indelebile, con le pareti nere come la pece e un odore acre di fumo che ha accompagnato la notte. L’imprenditrice Sara Bonazza, titolare del locale, ha raccontato di aver visto la sua attività distrutta in un istante, con la speranza che un giorno si arrivi a una verità. “Un giorno arriverà la verità, saprò chi è stato”, ha detto, mentre attende con fiducia l’esito delle indagini in corso.

Un fenomeno in crescita, i maranza in spiaggia

Il fenomeno dei “maranza” – un termine che indica un gruppo di persone che si comportano in modo distruttivo e vandalico – è particolarmente accentuato nei lidi degli Estensi e di Spina, dove le spiagge sono più distanti dal centro abitato e quindi meno controllate. Questo ha portato a un aumento di episodi di danni e comportamenti rischiosi, con conseguenze non solo economiche ma anche per la sicurezza. “Ogni occasione buona per creare danni, alzare le mani”, ha spiegato Sara Bonazza, che ha visto i propri sforzi e investimenti andare in fumo.

La situazione si è aggravata nel fine settimana, quando i giovani si riversano in gruppi nei lidi, spesso con comportamenti che mettono a rischio la sicurezza. “I due lidi sono la meta per eccellenza dei giovanissimi nel fine settimana, che lì si riversano a gruppi, comitive, amici, bravi ragazzi”, ha sottolineato l’imprenditrice. Tuttavia, non tutti si comportano in modo rispettoso, con episodi di vandalismo e distruzione che continuano a emergere.

Indagini in corso, segreto istruttorio

L’indagine è penale, quindi fino a quando non sarà chiusa, c’è il segreto istruttorio. Come parte civile, Sara Bonazza non ha accesso agli atti, ma è fiduciosa che i fatti si chiariranno. “Per tenere un’indagine aperta servono degli indizi o prove, quindi sono fiduciosa che prima o poi qualcosa salterà fuori”, ha detto. Nonostante l’incertezza, l’imprenditrice ha rialzato la testa, riuscendo a riaprire la stagione successiva grazie a un lavoro estivo e a una strategia di ripresa. “Comunque, in attesa di avere giustizia, di sapere chi è stato io sono ancora qui nel mio stabilimento”, ha aggiunto Sara Bonazza. L’esperienza di quel settembre ha lasciato un segno profondo, ma l’imprenditrice non si è arresa. “E in caso contrario non sono una che si piange addosso, ho chiuso il cerchio e sono riuscita a salvare capra e cavoli”, ha concluso. La sua determinazione è un esempio di resilienza in un contesto di sfida e incertezza.

Le forze dell’ordine, come carabinieri e vigili del fuoco, sono state coinvolte in diversi episodi, con interventi per arginare i danni e proteggere la comunità. Tuttavia, il problema persiste, con episodi di vandalismo e comportamenti rischiosi che mettono a rischio non solo le proprietà ma anche la sicurezza dei turisti. “Oltre al danno che possono fare agli altri mettono a rischio la loro vita”, ha sottolineato l’imprenditrice, che ha visto anche ragazzi ubriachi entrare in acqua senza alcuna attenzione. La situazione non si è migliorata solo per l’incendio. Anche se i danni sono stati limitati, il fenomeno dei maranza continua a rappresentare un problema per le spiagge e per i locali. “Questo – chiarisce Sara Bonazza – non significa che non ne siamo colpiti, ma in maniera meno impattante diciamo così. Anche se arrivare la mattina e non sapere cosa si trova non è di certo una bella sensazione.”

La comunità locale, composta da abitanti e turisti, ha reagito con iniziative di controllo e prevenzione, come le ronde e le guardie in spiaggia. “Qui da noi a Scacchi e Pomposa – spiega – le case affacciano direttamente sulle spiagge quindi sono gli abitanti stessi a lanciare l’allarme, se sentono confusione esasperati chiamano le forze dell’ordine e il fenomeno è così leggermente più arginato”. Leggermente, appunto. La situazione resta delicata, ma la determinazione di Sara Bonazza e della comunità locale rappresenta un passo avanti verso una soluzione.