Lavoro in Varese: cresce la cassa integrazione e si alza l’allerta sulle crisi industriali

Cresce la cassa integrazione a Varese nel primo semestre 2026, con segnali di allerta sulle crisi industriali.

Lavoratori in cassa integrazione a Varese, sindacati preoccupati per le crisi industriali
Lavoratori in cassa integrazione a Varese, sindacati preoccupati per le crisi industriali

Nel primo semestre del 2026, a Varese si registra un aumento della cassa integrazione, con un calo delle ore autorizzate del 14,4%, ma un incremento della CIG straordinaria. L’incremento nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali rappresenta un segnale di allerta per le crisi industriali, che continuano a colpire il tessuto produttivo locale. Il sindacato UIL Lombardia ha espresso preoccupazione, sottolineando l’importanza di monitorare gli esiti occupazionali delle crisi e di garantire politiche attive per la stabilità del lavoro.

Un quadro complesso tra calo e incremento

Secondo i dati elaborati da UIL Lombardia, il calo delle ore autorizzate si colloca a 47,8 milioni, con un decremento del 14,4% rispetto al periodo dello scorso anno. Tuttavia, la CIG straordinaria, che indica le crisi aziendali e le riorganizzazioni, cresce del 14,9%. Il quadro si complica ulteriormente quando si osserva la dinamica trimestrale: nel primo trimestre del 2026, la CIG straordinaria aumenta del 71,1%, mentre tra aprile e giugno si registra un calo del 33,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. La situazione è particolarmente critica a Varese, dove la CIG complessiva cresce del 59,8% nel semestre, sebbene il mese di giugno segni un deciso rallentamento (-57,7%). Milano, invece, chiude il semestre in calo (-22,7%), ma registra un aumento del 78,6% nell’ultimo mese, trainato soprattutto dalla componente straordinaria.

Le preoccupazioni del sindacato

Il segretario generale UIL Lombardia, Antonio Albrizio, ha espresso preoccupazione per la persistenza dell’aumento della CIG straordinaria, confermato dalle crisi aziendali in atto. Ha sottolineato l’importanza di attivare politiche industriali e di lavoro in grado di garantire occupazione stabile, soprattutto per i giovani, spesso esclusi dalle tutele a causa della precarietà. «Bene il calo, anche se in Lombardia si registra ancora un aumento della straordinaria, confermato dalle crisi aziendali in atto», ha osservato Albrizio.

La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che il 72% della CIG straordinaria si concentra nella meccanica, segnale della forte incidenza delle riorganizzazioni produttive in questo settore. «I dati sulla Cassa Integrazione descrivono una situazione estremamente critica ed evidenziano ancora una volta sofferenze profonde nel nostro tessuto produttivo locale», ha commentato Antonio Massafra, coordinatore territoriale UIL Varese. Per il segretario UIL Lombardia Salvatore Monteduro, il dato complessivo non basta: occorre capire quali imprese e quali lavoratori siano coinvolti e quale sarà l’esito occupazionale delle crisi. Per questo il sindacato chiede di affiancare al monitoraggio delle ore autorizzate quello degli sbocchi occupazionali, affinché la Cassa integrazione rappresenti uno strumento di tutela del lavoro e delle competenze e non l’anticamera della perdita del posto di lavoro.