Rischi del caldo per i lavoratori della logistica, Filt Cgil: “L’ordinanza non tutela chi opera nei piazzali e nei container”
Lavoratori della logistica in Lombardia segnalano mancanza di tutela per il caldo estremo, Filt Cgil critica l’ordinanza regionale.

La Filt Cgil ha lanciato un allarme per i rischi del caldo estremo che colpiscono i lavoratori della logistica in Lombardia. L’ordinanza regionale del 9 giugno, n. 484, pur mirata a tutelare i lavoratori esposti alle radiazioni solari, non sembra considerare le condizioni di lavoro in settori come la logistica all’aperto, dove le temperature raggiungono livelli insostenibili. La Filt Cgil, in particolare, ha espresso preoccupazione per la mancanza di misure specifiche per chi opera nei piazzali, nei container e nei semirimorchi, dove l’irraggiamento solare è particolarmente intenso.
La logistica all’aperto non è tutelata
Secondo Giovanni Riccardi, segretario generale dei Trasporti Filt Cgil Brianza, l’ordinanza regionale non si occupa nemmeno del personale viaggiante, come i driver che, nel caldo delle città, subiscono un continuo sbalzo termico tra le temperature esterne al furgone e la cabina di guida climatizzata. La mancanza di tutela si estende a tutti i lavoratori mobili della logistica, compresi i Raider del Food Delivery e Pony Express che effettuano consegne in bici. La Filt Cgil ha sottolineato come l’ordinanza, che prevede il divieto di lavoro dalle 12:30 alle 16, si applica solo a cantieri edili, agricoltura e cave, escludendo i settori della logistica. Le condizioni di lavoro in piazzali e container non sono state considerate, nonostante siano esposti a temperature estreme e a rischi di stress termico.
Un’ordinanza arrivata grazie alla pressione sindacale
L’ordinanza regionale, nata grazie alla pressione delle organizzazioni sindacali confederali fin dal febbraio 2026, ha affrontato il problema del caldo nelle attività lavorative per tutelare le lavoratrici e i lavoratori esposti alle radiazioni solari più intense. Tuttavia, le critiche della Cgil non si fermano qui. “La soddisfazione si ferma qui, perché tutte le nostre ulteriori richieste o non sono state soddisfatte, o le soluzioni sono state demandate alla totale discrezionalità dei singoli sistemi aziendali”, ha dichiarato Federica Cattaneo, segretaria della Cgil in Brianza.
La Cgil ha espresso preoccupazione per il fatto che l’ordinanza preveda solo raccomandazioni, senza garantire diritti concreti. Le lavoratrici e i lavoratori precari, spesso presenti in settori strategici, non hanno ricevuto una tutela adeguata. La Filt Cgil ha anche sottolineato come l’ordinanza non si occupi del personale viaggiante, come i driver, che subiscono un continuo sbalzo termico tra le temperature esterne al furgone e la cabina di guida climatizzata. “Oltre a questa campagna di sensibilizzazione rivolta ai lavoratori e a iniziative di prevenzione che svolgiamo insieme ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, non escludiamo eventuali segnalazioni alla Prefettura nelle situazioni di grosso rischio nelle filiere della logistica”, ha concluso Riccardi.
