La Cina ha ridotto le importazioni di petrolio, ma come e per quanto tempo?
La Cina ha ridotto le importazioni di petrolio, evitando un aumento dei prezzi. Come e per quanto tempo?

Nel 2026, la Cina ha ridotto drasticamente le sue importazioni di petrolio, contribuendo a mantenere i prezzi bassi nonostante la guerra tra Iran e Stati Uniti e la chiusura dello stretto di Hormuz. Il calo delle importazioni, che ha raggiunto un livello senza precedenti, ha evitato un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio, pur non raggiungendo i livelli temuti da molti analisti. La domanda su come la Cina abbia effettuato questa riduzione e per quanto tempo possa durare rimane aperta, ma alcuni dati e fatti chiari emergono.
La riduzione delle importazioni e il ruolo della domanda
La Cina ha ridotto le sue importazioni di petrolio da una media di 11-12 milioni di barili al giorno negli ultimi cinque anni a circa 8 milioni tra maggio e giugno 2026. Questo calo rappresenta il 74 per cento del calo complessivo del commercio globale di petrolio. La riduzione della domanda ha contribuito a stabilizzare i prezzi, in un momento in cui l’offerta era in diminuzione a causa della chiusura dello stretto di Hormuz e dei bombardamenti in Medio Oriente.
Il motivo principale di questa riduzione è stato il calo dell’attività industriale e dei trasporti interni. A causa della crisi del settore immobiliare, la produzione di cemento è calata dell’8 per cento nel primo semestre del 2026, riducendo il consumo di gasolio nei cantieri. Inoltre, la crescita del mercato dei veicoli elettrici ha ridotto la domanda di carburanti tradizionali. La Cina ha anche ridotto la produzione di petrolio raffinato, limitando l’acquisto di greggio per evitare di spendere di più.
Le riserve cinesi e la gestione delle scorte
Le riserve di petrolio cinesi sono un tema di dibattito, poiché lo stato non fornisce dati ufficiali e trasparenti sul loro livello. Tuttavia, si ipotizza che le riserve commerciali delle aziende petrolifere, molto legate al partito e al governo, siano state ridotte, mentre quelle strategiche controllate direttamente dallo stato sono rimaste inalterate. La riduzione delle importazioni è stata in parte supportata dall’utilizzo di riserve, ma in misura limitata. Le raffinerie cinesi hanno ridotto la produzione di petrolio raffinato, limitando l’acquisto di greggio e la produzione di carburanti. Questo ha avuto un effetto significativo sull’offerta globale di carburanti, contribuendo a un aumento dei loro prezzi. La Cina ha anche sospeso temporaneamente le esportazioni di prodotti raffinati per garantirne la disponibilità interna, limitando ulteriormente la domanda esterna.
La riduzione delle importazioni ha avuto un impatto significativo sull’economia globale. Tuttavia, la domanda interna di carburanti potrebbe aumentare nuovamente quando la Cina avrà bisogno di rifornirsi di nuovo. Secondo gli esperti, ci vorranno mesi – tra sei mesi e un anno – prima che la Cina abbia nuovamente bisogno di riempire le sue riserve. Se lo stretto di Hormuz non sarà riaperto in modo stabile, il rischio di un aumento dei prezzi del petrolio potrebbe tornare. La Cina, con la sua capacità di ridurre la domanda, ha dimostrato un ruolo chiave nel mercato globale del petrolio, ma il futuro di questa strategia rimane incerto.
