Frequenze in scadenza nel 2029, Agcom avvia consultazione per rinnovo non oneroso in cambio di investimenti in 5G standalone

Agcom avvia consultazione per rinnovo non oneroso delle frequenze in scadenza nel 2029, in cambio di investimenti in 5G standalone.

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avvia consultazione per rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029
Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avvia consultazione per rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha avviato la terza e ultima consultazione pubblica sul rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029. L’obiettivo è fissare il termine al 2037, in linea con le bande 5G, e prevedere un rinnovo non oneroso in cambio di investimenti in reti 5G standalone. La decisione, resa nota il 29 luglio 2026, dettaglia le condizioni di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze mobili nelle bande 800, 900, 1500, 1800, 2100, 2600, 3400-3600 MHz e delle frequenze fixed wireless a 28 GHz, secondo la cosiddetta “Opzione Rinnovo”, già proposta in precedenti consultazioni.

Obblighi di investimento e di accesso per gli operatori storici

La consultazione prevede che gli operatori beneficiari, tra cui Tim, Fastweb, Vodafone e WindTre, siano tenuti a garantire investimenti per migliorare la copertura e la qualità dei servizi, nonché a fornire accesso a favore di altri fornitori di reti e servizi, inclusi gli operatori mobili virtuali. Inoltre, per l’intera durata del rinnovo, i tre principali operatori radiomobili per risorse spettrali assegnate saranno obbligati a aprire le loro reti a iliad e ai Mvno. L’obiettivo è promuovere la concorrenza e garantire un accesso equo alle risorse spettrali. La decisione non prevede un riequilibrio delle dotazioni spettrali, ma si concentra su obblighi di investimento e di accesso. Gli operatori storici dovranno garantire prestazioni di qualità e apertura delle reti a nuovi concorrenti, come iliad e i Mvno. Questo modello, simile a quello tedesco, mira a mantenere l’efficienza del mercato senza alterare le dotazioni esistenti.

Obiettivi di copertura e prestazioni per le reti 5G standalone

La procedura di rinnovo individua specifici obblighi di copertura e di qualità del servizio, stabilendo indicatori prestazionali (Key Performance Indicator) in grado di soddisfare i fabbisogni di connettività degli utenti e delle imprese, anche in chiave prospettica. Per quanto riguarda la copertura, si prevedono obblighi di sviluppo delle reti e diffusione di servizi di connettività wireless su un’elevata percentuale di popolazione e di territorio nazionale, nonché su specifiche aree rilevanti per la digitalizzazione, come le località montane, rurali, le direttrici di trasporto e i parchi nazionali.

Le nuove reti 5G Stand Alone dovranno garantire a regime una velocità di almeno 150 Mbit/s in downlink e 30 Mbit/s in uplink, con una latenza “end-to-end” non superiore a 15 ms, misurate in tipiche condizioni di picco del traffico, al 95% della popolazione. Questi standard sono essenziali per supportare applicazioni avanzate come la guida autonoma e la telemedicina. Tali valori “di targa” non precludono agli operatori l’introduzione di prestazioni migliorative per garantire leva competitiva e differenziazione commerciale.

Per garantire il rispetto degli obblighi, la procedura prevede una verifica progressiva, con tre milestone intermedi e finali, mutuando la metodologia utilizzata per il controllo dei piani di intervento pubblico in ambito PNRR. Le modalità di esecuzione delle campagne di misura, incluse le modalità di misurazione dei KPI e gli strumenti hardware e software necessari, saranno definiti dal Ministero delle imprese e del made in Italy, eventualmente con il supporto di un advisor e del Tavolo Tecnico 5G. La consultazione è aperta fino al 5 ottobre 2026, con la possibilità per operatori, istituzioni e soggetti interessati di inviare i loro contributi.