Coniugi imprenditori arrestati per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta
Due coniugi imprenditori arrestati per evasione fiscale e bancarotta, sequestro di beni per 4 milioni di euro

Due coniugi imprenditori, Daniele Lulli e Michela Di Nardo, sono stati arrestati per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta. L’operazione, condotta dagli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Roma, ha portato alla scoperta di un sistema di evasione fiscale durato oltre venti anni. I due sono stati sottoposti a custodia cautelare in carcere, mentre altre due persone sono state sottoposte a misure di arresto domiciliare e divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale. L’indagine ha portato al sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro.
Un sistema di evasione fiscale durato vent’anni
La coppia aveva creato un sistema di evasione fiscale che ha permesso di accumulare un patrimonio immenso, lasciando allo Stato un buco da 7 milioni di euro. Il meccanismo si basava sull’uso di società “usa e getta” intestate a prestanome, a cui venivano affittati i rami aziendali. I profitti affluivano alla coppia, mentre le tasse non venivano versate, generando oltre 6,7 milioni di euro di debiti erariali prima di lasciar fallire le aziende per poi aprirne di nuove. Le attività commerciali proseguiranno ora in amministrazione giudiziaria.
Un impero di attività commerciali e beni di lusso
Il sistema di evasione ha coinvolto pizzerie, negozi di souvenir e la gestione di b&b di lusso tramite la Pantheon Relais. Tra le attività commerciali gestite, si contano locali come la catena “Appetito”, negozi a via dei Coronari e ristoranti gourmet del Pantheon. A fronte di redditi dichiarati da semplici impiegati, i coniugi avevano un patrimonio composto da una villa all’Olgiata, appartamenti di pregio nel centro storico di Roma, immobili in Sardegna, auto di lusso e un’imbarcazione.
Le indagini hanno rivelato come i due imprenditori avessero sistematicamente trasferito importi rilevanti verso altri soggetti giuridici collegati, nonché avessero acquistato immobili di pregio e beni di lusso per finalità estranee all’attività d’impresa. Questo ha portato, nel corso degli anni, allo svuotamento delle casse societarie. Le attività commerciali proseguiranno ora in amministrazione giudiziaria. L’inchiesta ha anche svelato come i due avessero creato un sistema di evasione fiscale che ha interessato anche altre due persone, nei confronti delle quali sono stati disposti gli arresti domiciliari e la misura interdittiva del divieto di esercizio dell’attività di impresa per 12 mesi. Il tribunale di Roma, in sede di indagini preliminari, ha valutato sussistenti le criticità emerse durante le investigazioni di polizia giudiziaria sviluppate dai finanziari del Gico.
- Arrestati due coniugi per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta
- Sequestro preventivo di beni per oltre 4 milioni di euro
- Il sistema di evasione ha interessato pizzerie, negozi e b&b di lusso
- Le attività proseguiranno in amministrazione giudiziaria
La procura della Repubblica di Roma ha disposto l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due coniugi, mentre altre misure sono state adottate nei confronti di altre due persone. L’indagine ha rivelato come i due imprenditori avessero condotto una vita di lusso, pur dichiarando redditi di semplici impiegati. Il sistema di evasione fiscale ha permesso di accumulare un patrimonio immenso, lasciando allo Stato un buco da 7 milioni di euro.
