Guerriglia No Tav: oltre 400 identificati da Francia, Germania e Belgio
Assalto al cantiere No Tav di Chiomonte. Identificate oltre 400 persone provenienti da più paesi europei. Danni quantificati per un milione di euro.

Le indagini sugli assalti al cantiere No Tav di Chiomonte hanno portato all’identificazione di oltre 400 persone coinvolte negli episodi di guerriglia, molte delle quali provenienti da paesi europei come Francia, Germania e Belgio. I danni provocati al cantiere ammontano a un milione di euro, secondo le stime fornite dagli inquirenti che hanno ricostruito l’entità dei danneggiamenti subiti dall’infrastruttura.
Identificazioni internazionali e indagini in corso
L’operazione di identificazione ha coinvolto forze dell’ordine di diversi paesi, evidenziando il carattere transnazionale della protesta. La partecipazione di manifestanti da Francia, Germania e Belgio conferma il raggio d’azione europeo del movimento contrario alla realizzazione della Torino-Lione, organizzatosi intorno al cantiere piemontese di Chiomonte come fulcro simbolico della contestazione infrastrutturale.
Gli inquirenti hanno proceduto attraverso il visionamento di filmati, il riconoscimento visivo e la raccolta di testimonianze per giungere alla individuazione dei 400 soggetti, alcuni dei quali già noti alle autorità per pregresse attività di protesta. La mappa geografica degli identificati disegna una rete di contestazione che supera i confini nazionali, connettendo circoli attivisti di diversi paesi europei attorno alla causa comune contro il progetto ferroviario ad alta velocità.
Un milione di euro di danni al cantiere di Chiomonte
La quantificazione dei danni a un milione di euro rappresenta il costo complessivo dei danneggiamenti infrastrutturali arrecati nel corso degli assalti al cantiere. Tale importo riguarda strutture, macchinari, barriere e altre componenti della base operativa, oggetto di ripetuti episodi di vandalismo e distruzione nel corso delle fasi più acute della mobilitazione.
I lavori di ripristino e bonifica del cantiere hanno comportato investimenti significativi, con ripercussioni sulla cronologia del progetto. Le indagini hanno anche documentato il modus operandi dei gruppi organizzati, distinguendo tra episodi spontanei di protesta e azioni coordinate volte a causare danni massimi alle infrastrutture in costruzione.
Contesto della protesta No Tav
Il cantiere di Chiomonte rimane uno dei nodi critici della contestazione No Tav, animata da anni da una compagine eterogenea di attivisti locali, ambientalisti e antagonisti. La convergenza di manifestanti europei sui siti di lavoro della Torino-Lione testimonia il radicamento della mobilitazione, che trascende il perimetro locale piemontese e si iscrive in una più ampia contrapposizione al modello infrastrutturale europeo legato ai trasporti ferroviari ad alta velocità.
Le operazioni di guerriglia rappresentano momenti acuti della conflittualità più ordinaria che caratterizza l’area, dove blocchi stradali, cortei e assemblee costituiscono la trama quotidiana della contestazione. L’identificazione di oltre 400 persone da paesi diversi rivela una capacità organizzativa transnazionale della protesta, strutturata attorno a coordinamenti digitali e reti fisiche di attivisti.
Le indagini proseguono al fine di accertare le responsabilità specifiche di ciascuno dei 400 identificati, distinguendo tra presenze occasionali e ruoli direttivi. La prospettiva rimane quella di procedimenti penali per i reati di danneggiamento aggravato e violazione della pubblica quiete, con l’azione della magistratura chiamata a valutare il concorso dei singoli negli episodi documentati.
