Zelensky rivendica colpi nel Mar Caspio: navi russe con armi per l’Iran
Zelensky dichiara di aver colpito navi russe nel Mar Caspio che trasportavano armi verso l’Iran. Intanto proseguono raid incrociati tra Ucraina e Russia con vittime civili in più città.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivendica un’operazione militare a lungo raggio che ha colpito navi russe nel Mar Caspio destinate al trasporto di armamenti verso l’Iran. L’annuncio arriva mentre proseguono senza sosta i raid incrociati tra le forze di Kiev e Mosca, con vittime civili registrate in diversi centri abitati del territorio ucraino negli ultimi giorni.
Secondo quanto riferisce Adnkronos, l’esercito di Kiev ha preso di mira anche infrastrutture logistiche e impianti strategici russi. Zelensky ha dichiarato che i raid delle ultime ore hanno colpito navi militari cargo nel Mar Caspio e un sito della logistica di Wildberries. Gli attacchi proseguono inoltre contro le raffinerie petrolifere, con l’impianto di Tyumen in Siberia tra gli obiettivi raggiunti dalle operazioni aeree ucraine.
Bilancio di morti e danni civili
La guerra non accenna a rallentare sul fronte dei bombardamenti sulla popolazione civile. A Zaporizhzhia almeno 8 persone hanno perso la vita in seguito a un raid russo, mentre a Sumy si contano 3 vittime. In altre aree ancora, come Slovyansk, tre persone sono state uccise durante i bombardamenti.
Zelensky denuncia danni consistenti a edifici residenziali e attacchi sistematici con droni sulle città ucraine. Il presidente ha sottolineato come i raid russi continui creino una situazione di emergenza permanente per la popolazione civile, con attacchi che prendono di mira quartieri abitativi e infrastrutture non militari.
La strategia degli attacchi a lungo raggio
L’operazione nel Mar Caspio rappresenta un’escalation nella capacità dell’Ucraina di colpire obiettivi russi a grande distanza dal territorio controllato da Kiev. La rivendicazione di Zelensky sulle navi destinate all’Iran suggerisce un’attenzione della strategia militare ucraina anche agli equilibri regionali e alle possibili forniture belliche che Russia intende far giungere ai suoi alleati nel Medio Oriente.

Secondo le informazioni disponibili, missili e droni continuano a costituire gli strumenti principali degli attacchi di entrambe le parti. Le operazioni lanciate da Kiev puntano a colpire le capacità logistiche e produttive russe, mentre i bombardamenti russi si concentrano sul territorio ucraino con un impatto sempre più significativo sulla popolazione civile.
L’Ucraina prosegue anche contro le raffinerie strategiche della Russia, una scelta che risponde alla logica di ridurre la capacità operativa del nemico colpendo le fonti energetiche e i carburanti necessari alle operazioni militari. L’impianto di Tyumen, localizzato in Siberia lontano dalle linee del fronte principale, rappresenta un obiettivo simbolico della portata raggiunta dagli attacchi ucraini.
Il ciclo di raid incrociati fotografa uno stato del conflitto caratterizzato da una perenne contrapposizione senza segnali di tregua imminenti. Mentre Mosca continua a bombardare i centri abitati ucraini causando vittime civili, Kiev risponde con operazioni di profondità, cercando di indebolire le strutture militari e logistiche russe, comprese quelle destinate a alimentare i rifornimenti di alleati regionali come l’Iran.
