Custode spara ai ladri per furto di rame, denunciato nel Bolognese

Tentativo di furto in azienda nel Bologna: custode apre il fuoco contro i malviventi. L’uomo denunciato per porto abusivo di armi e altre violazioni.

Azienda elettromeccanica di notte, uomo con revolver davanti muletto carico di bobine di rame, furgoni sullo sfondo
Azienda elettromeccanica di notte, uomo con revolver davanti muletto carico di bobine di rame, furgoni sullo sfondo

Un custode 63enne è stato denunciato dai Carabinieri per aver sparato contro alcuni ladri che stavano rubando rame in un’azienda elettromeccanica. L’episodio risale alle prime luci dell’alba del 19 luglio a Crespellano, nel comune di Valsamoggia, in provincia di Bologna. L’uomo, trovandosi di fronte ai malviventi durante un controllo dell’area, ha impugnato il proprio revolver calibro 357 Magnum e ha fatto fuoco quando i ladri hanno cercato di investirlo con un muletto. I malviventi sono fuggiti, la refurtiva è stata recuperata, ma il custode si è visto notificare l’accusa di porto abusivo di armi.

La dinamica del tentativo di furto

Secondo quanto ricostruito, il custode si era recato a controllare i locali aziendali armato del revolver. Ha trovato di fronte a sé un individuo che guidava un muletto, intento a caricare bobine di rame verso due furgoni parcheggiati nelle vicinanze. L’operazione di carico era in corso con l’aiuto di altri complici presenti sul luogo. L’uomo ha tentato di fermareli, ma i ladri hanno reagito in modo aggressivo: il conducente del muletto ha provato a investire il custode, che ha deciso allora di aprire il fuoco.

Lo sparo ha avuto l’effetto di mettere in fuga i malviventi. Nessuno è rimasto ferito nell’episodio, secondo le informazioni disponibili. Le autorità sono intervenute sul posto e hanno recuperato parte della refurtiva, le bobine di rame che i ladri stavano caricando sui veicoli. I malviventi hanno abbandonato tutto e si sono allontanati dalla zona.

Le accuse mosse al custode

Nonostante il gesto fosse stato compiuto apparentemente in difesa dell’azienda e della proprietà, i Carabinieri della Stazione di Crespellano hanno proceduto a denunciare il 63enne alla Procura della Repubblica di Bologna. L’uomo è stato accusato di porto abusivo di armi, esercizio abusivo di una professione e accensioni ed esplosioni pericolose. Il porto del revolver senza le dovute autorizzazioni rappresenta il principale capo d’imputazione, seguito dalle altre violazioni amministrative e penali connesse all’uso dell’arma.

Azienda elettromeccanica di notte, uomo con revolver davanti muletto carico di bobine di rame, furgoni sullo sfondo, immagine di approfondimento

La scelta di denunciare il custode riflette l’applicazione rigorosa della normativa vigente in materia di armi da fuoco. In Italia, il porto di un revolver o di qualsiasi altra arma da fuoco richiede specifiche autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti. L’esercizio di funzioni di sicurezza senza il titolo professionale appropriato rappresenta un’ulteriore violazione, indipendentemente dalle circostanze che hanno motivato l’azione dell’uomo. L’accensione e l’esplosione pericolosa si riferisce al fatto stesso dello sparo.

La situazione pone in evidenza la tensione tra il diritto alla difesa della proprietà e il rispetto della legge sulle armi. Sebbene il custode abbia agito in una situazione di pericolo imminente, caratterizzata da un tentativo di investimento da parte dei ladri, le autorità hanno ritenuto comunque necessario procedere con la denuncia formale per le violazioni riscontrate durante l’evento. Resta ora alla Procura della Repubblica valutare se procedere con l’azione penale e in quale misura.