Pnrr, Butti: oltre 13mila Pa in cloud, centrati obiettivi europei

Italia raggiunge traguardo storico nel Pnrr: 13mila amministrazioni pubbliche migrate in cloud con 1,9 miliardi investiti. Butti: obiettivi Ue centrati.

Schermata di un server datacenter con luci blu e codice digitale in background
Schermata di un server datacenter con luci blu e codice digitale in background

L’Italia raggiunge uno dei principali obiettivi europei in ambito digitalizzazione della pubblica amministrazione attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Oltre 13mila amministrazioni pubbliche, pari al 75% del totale, hanno completato la migrazione dei propri dati e sistemi informativi verso ambienti cloud, come annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti. Un risultato raggiunto il 21 luglio secondo quanto riportato da Adnkronos, frutto di una collaborazione tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, gli attori istituzionali e le amministrazioni stesse su tutto il territorio nazionale.

Gli investimenti e i pilastri della migrazione

Il percorso di trasferimento in cloud ha beneficiato di stanziamenti significativi: le misure del Pnrr hanno messo a disposizione fino a 1,9 miliardi di euro. Questo finanziamento ha sostenuto due linee di intervento principali: da un lato la realizzazione del Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura che ospita gli asset strategici dello Stato, con la migrazione di oltre 280 pubbliche amministrazioni centrali e Asl/Aziende ospedaliere verso questo ambiente. Dall’altro, sono state trasferite oltre 12.700 amministrazioni locali e scuole verso ambienti cloud certificati, coprendo così il completamento della Misura 1.2 del piano.

Il Polo Strategico Nazionale rappresenta il cuore dell’architettura digitale nazionale, garantendo elevati standard di sicurezza e continuità operativa per i servizi più delicati della pubblica amministrazione. Questo sistema permette di proteggere con criteri uniformi i dati strategici dello Stato, riducendo i rischi di interruzione e migliorando la resilienza complessiva dell’infrastruttura digitale pubblica.

Servizi strategici e benefici per cittadini e imprese

Il trasferimento ha interessato ambiti cruciali per il funzionamento dello Stato. Sono stati migrati servizi strategici per il mercato del lavoro, la sanità, la ricerca scientifica, la regolazione dei mercati, la tutela dei dati personali, la vigilanza sulle infrastrutture critiche e la gestione dei fondi pubblici. Questo ha rafforzato la qualità e la sicurezza di oltre 135mila servizi pubblici digitali accessibili a cittadini e imprese, secondo la dichiarazione di Butti.

A livello locale, i Comuni hanno potuto ampliare gli strumenti digitali per una gestione più efficiente, rapida e sicura dei bilanci annuali e pluriennali, degli atti di stato civile, dei certificati e dei dati demografici. L’adozione di ambienti cloud qualificati consente una migliore efficacia dei processi decisionali e una qualità superiore dei servizi offerti alle comunità territoriali, sia in termini di velocità di risposta che di affidabilità operativa.

Negli ambienti scolastici, il trasferimento in cloud ha significato accesso a piattaforme didattiche più robuste, gestione amministrativa semplificata e protezione dei dati degli studenti con standard internazionali. Anche nel settore sanitario, la migrazione ha garantito continuità nei servizi essenziali e protezione rafforzata delle cartelle cliniche e dei dati sensibili dei pazienti.

Il posizionamento europeo dell’Italia

Secondo quanto dichiara Butti, con questo risultato l’Italia si pone tra i Paesi europei più avanzati nella protezione dei dati della pubblica amministrazione. Il completamento del progetto cloud nel Pnrr rappresenta un passo decisivo nel raggiungimento dei traguardi europei in materia di trasformazione digitale, posizionando il Paese su standard elevati di sicurezza informatica e innovazione tecnologica.

L’infrastruttura realizzata consente non solo di proteggere meglio le informazioni sensibili, ma anche di standardizzare le soluzioni tecnologiche a livello nazionale, riducendo frammentazione e inefficienze. Questo approccio coordinato facilita l’interoperabilità tra i diversi enti e semplifica l’accesso ai servizi per cittadini e imprese, che possono contare su piattaforme coerenti e affidabili in tutto il territorio.

Il completamento di questa fase del Pnrr rappresenta inoltre un’importante validazione della strategia di collaborazione tra il settore pubblico e gli attori istituzionali, dimostrando come obiettivi complessi di trasformazione digitale possono essere raggiunti attraverso il coordinamento e la condivisione di responsabilità tra i diversi livelli amministrativi. L’esperienza accumulata durante questa migrazione potrà costituire una base solida per le prossime fasi di innovazione digitale della pubblica amministrazione italiana.