Matematica accessibile: un progetto per gli studenti sordi

Progetto del Politecnico di Milano per rendere la matematica accessibile agli studenti sordi.

Il Politecnico di Milano ha lanciato un progetto innovativo per rendere la matematica accessibile agli studenti sordi delle scuole superiori. Il progetto, intitolato «Matematica Accessibile», è stato ideato da Giuseppina Guatteri, docente del Dipartimento di Matematica del Politecnico, e si basa su una combinazione di videolezioni in lingua dei segni (Lis), immagini, sottotitoli e materiali didattici adatti a questa specifica popolazione. L’obiettivo è ridurre la fatica accessoria necessaria per comprendere la comunicazione e permettere ai ragazzi di concentrarsi sui concetti matematici.

Un’esperienza diversa per un’educazione inclusiva

La matematica, pur essendo una materia fortemente visiva, presenta sfide per gli studenti sordi quando si passa a concetti più astratti. «Le difficoltà cominciano quando aumenta l’astrazione e non basta più guardare una formula: bisogna passare attraverso il linguaggio che la spiega», spiega Guatteri. Il progetto si basa su una sperimentazione già avviata, con una rete di scuole superiori in tutta Italia che ha adottato la prima parte del materiale, dedicata alla statistica. L’idea è di creare un’esperienza di apprendimento che non solo rispetti le esigenze specifiche degli studenti sordi, ma anche arricchisca l’educazione inclusiva.

Un linguaggio diverso per esprimere concetti complessi

Un aspetto chiave del progetto è la scelta del linguaggio. «Il segno deve riuscire a esprimere il concetto matematico, non semplicemente a tradurre la parola italiana», sottolinea Guatteri. Ad esempio, il termine «variabile» in matematica ha un significato molto preciso, diverso da quello comune. Il gruppo di lavoro ha analizzato il lessico scientifico e matematico nelle lingue dei segni, coinvolgendo matematici, scienziati sordi, linguisti e educatori. L’obiettivo è creare un linguaggio che non solo comunichi, ma anche trasmetta il senso e la complessità dei concetti. Il progetto ha anche trovato ispirazione internazionale, come il lavoro svolto alla Gallaudet University di Washington, dove si studia l’uso dell’American Sign Language per la matematica. «Il lavoro fatto sull’Asl può essere utile anche per noi», osserva Guatteri, «perché i segni sono legati al significato più che al significante». Questo approccio internazionale potrebbe aiutare a trovare modi efficaci per rappresentare concetti complessi, pur nella diversità delle lingue dei segni.

Un’opportunità per tutti, non solo per gli studenti sordi

Sebbene il progetto sia stato inizialmente pensato per gli studenti sordi, i materiali possono essere utili anche ad altri gruppi. «Materiali di questo tipo possono essere utili anche agli adulti sordi che vogliono recuperare o rafforzare competenze matematiche e, sottolinea Guatteri, alle persone immigrate arrivate in Italia in età adulta che nei Paesi d’origine non hanno avuto accesso a un impianto cocleare», spiega. L’accessibilità non riguarda solo chi non sente, ma anche chi ha difficoltà a comprendere concetti astratti o a leggere il labiale.

Il progetto punta sulla compresenza di canali diversi: testo scritto, immagini, formule e lingua dei segni. Questo approccio permette di sfruttare più canali per trasmettere lo stesso concetto, aumentando l’efficacia dell’apprendimento. «L’obiettivo è ridurre la fatica accessoria, quella necessaria per decifrare la comunicazione, per lasciare i ragazzi più liberi di concentrarsi sui concetti», conclude Guatteri. Il progetto rappresenta un passo avanti verso un’educazione inclusiva, dove tutti possono partecipare e apprendere in modo equo e accessibile.