Il ragionevole dubbio di Garlasco. Il giudice che assolse Stasi spiega il motivo della sua innocenza
Nuovo sviluppo nel caso di Garlasco: il giudice che assolse Stasi spiega il motivo della sua innocenza e la revisione del processo.

Il caso di Garlasco, che ha visto l’assoluzione di Alberto Stasi nel 2015, si complica ulteriormente con nuove prove e una richiesta di revisione del processo. Secondo i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche, guidati dal generale Luciano Garofano, sui due penali della bicicletta Umberto Dei sono state rilevate 8 “microtracce” che hanno dato esito positivo al test per la presenza di sangue e emoglobina. Su una di queste, specificatamente sul pedale destro, sono stati trovati almeno due leucociti, fotografati al microscopio, nonostante la non completa reidratazione delle cellule. Questi elementi, insieme ad altri, hanno portato a una nuova valutazione del caso.
Le prove scientifiche e le perizie
La perizia condotta dai periti Gabriele Bitelli, Roberto Testi e Luca Vittuari ha analizzato le possibilità di non calpestamento del sangue entrando o uscendo dal disimpegno dove fu trovato il cadavere. Le possibilità di evitamento sono state calcolate in “0,00038%” per chiunque si fosse fermato al primo scalino e in “0,00002%” per chi si fosse bloccato al secondo. Questi dati, insieme alle analisi scientifiche, hanno contribuito a rafforzare il dubbio sulla colpevolezza di Stasi.
Il ritrovamento del corpo da parte di Alberto Stasi, considerato un elemento chiave per la sua condanna, è stato bollato dai magistrati come “illogico e falso”. Il racconto dell’ex fidanzato di Chiara Poggi sul ritrovamento del corpo nelle scale che portano al seminterrato della villetta di via Pascoli ha suscitato forti dubbi. La Procura di Pavia ha convocato Andrea Sempio per il 6 maggio, il quale potrebbe essere l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi.
La revisione del processo e il risarcimento
Se si dovesse avanzare una richiesta di revisione del processo, la Corte d’Appello potrebbe sospendere l’esecuzione della pena per Stasi, senza però considerarlo assolto. In caso di assoluzione, l’interessato avrebbe diritto a una riparazione da parte dello Stato. Tuttavia, è necessario distinguere tra errore giudiziario e ingiusta detenzione, due istituti diversi previsti dall’ordinamento penale.
La Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, sta valutando se avanzare un’istanza di revisione del processo. La Procura di Pavia, invece, ha convocato Andrea Sempio per il 6 maggio, il quale potrebbe essere l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. Questo colpo di scena potrebbe portare a una revisione completa del caso e a una nuova valutazione delle prove raccolte nel corso dei cinque processi a Stasi.
La Corte d’appello di Brescia dovrà valutare se ci siano nuove prove che possano dimostrare l’innocenza di Stasi. Tra i temi dibattuti c’è anche la questione delle biciclette, in particolare la bicicletta nera da donna vista da una testimone alle ore 9.10 e la sostituzione dei pedali della bicicletta Umberto Dei. Le analisi scientifiche hanno rilevato una “copiosa quantità” di dna di Chiara Poggi su quei pedali, che potrebbe essere riconducibile a sangue con elevate probabilità.
