Yara Gambirasio, genitori respingono richiesta di nuove analisi su Bossetti

Genitori di Yara Gambirasio temono un “Garlasco 2” dopo il rigetto della richiesta di nuove analisi

Yara Gambirasio, genitori respingono richiesta di nuove analisi su Bossetti
Yara Gambirasio, genitori respingono richiesta di nuove analisi su Bossetti

La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti di poter effettuare nuove analisi sui reperti e sui campioni biologici del caso Yara Gambirasio. La decisione, arrivata nel pomeriggio di lunedì 5 ottobre, chiude un passaggio davanti ai giudici, ma la difesa non si arrende. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno annunciato di voler proseguire, con l’intenzione di presentare il nono ricorso. I genitori di Yara, rappresentati dagli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, hanno espresso preoccupazione, temendo che si possa ripetere un “Garlasco 2”, un caso simile a quello di Maria Sole Tognazzi.

La difesa di Bossetti non si arrende

La richiesta della difesa di Bossetti era volta a sottoporre i reperti a nuovi accertamenti, alla luce di documenti e fotografie ad alta risoluzione realizzati dal Ris di Parma. L’udienza è stata discussa questa mattina nell’incidente di esecuzione, alla presenza della pm Letizia Ruggeri, titolare dell’inchiesta. Bossetti, 55 anni, ha partecipato in videoconferenza dal carcere di Bollate. La decisione di respingere la richiesta non modifica la condanna definitiva, emessa nel 2018 per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio.

«Abbiamo fatto otto ricorsi, faremo assolutamente il nono», ha dichiarato Salvagni dopo la decisione dei giudici. La difesa non si arrende e intende interessare anche alcune Procure della Repubblica. Nelle dichiarazioni non vengono precisati né gli eventuali atti che la difesa intende presentare né il loro contenuto. I genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio, hanno espresso preoccupazione: «Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo».

Un caso che non si chiude

Yara Gambirasio scomparve da Brembate di Sopra il 26 novembre 2010, quando aveva 13 anni. Per il suo omicidio Bossetti è stato condannato all’ergastolo, con una sentenza diventata definitiva nel 2018. La richiesta respinta oggi riguardava la possibilità di svolgere ulteriori accertamenti sul materiale ancora disponibile. La difesa, però, non si ferma e continua a cercare vie legali per contestare la condanna. I genitori, pur rispettando il processo, temono che si possa ripetere un caso simile a quello di Maria Sole Tognazzi, in cui un condannato fu riconosciuto colpevole dopo anni di dibattito.

La famiglia Gambirasio, rappresentata dagli avvocati Pelillo e Pezzotta, ha espresso la sua posizione: «Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo». La decisione di respingere la richiesta non cambia il destino di Bossetti, ma la difesa non si ferma. Gli avvocati continuano a cercare vie legali per contestare la condanna, pur rispettando il processo e le decisioni dei giudici. La famiglia, però, teme che si possa ripetere un caso simile a quello di Maria Sole Tognazzi, in cui un condannato fu riconosciuto colpevole dopo anni di dibattito.

  • Yara Gambirasio scomparve il 26 novembre 2010
  • Bossetti condannato all’ergastolo nel 2018
  • La difesa chiedeva nuove analisi sui reperti
  • La Corte d’Assise ha respinto la richiesta
  • La difesa non si arrende e presenterà il nono ricorso