Il film e lo spettacolo teatrale di Giulia Cecchettin raccontano la sua storia
Il film e lo spettacolo teatrale di Giulia Cecchettin arrivano al cinema e in scena, con l’obiettivo di educare i giovani al rispetto

Il dramma di Giulia Cecchettin, la ventiduenne veneziana uccisa dall’ex fidanzato l’11 novembre 2023, arriva al cinema e in scena. Il film “Se domani non torno”, diretto da Paola Randi e ispirato al libro “Cara Giulia” di Gino Cecchettin e Marco Franzoso, sarà presentato in anteprima il 23 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. L’uscita nelle sale è prevista per il 5 novembre, ma il papà di Giulia, Gino Cecchettin, ha già visto il film: «Sì, l’ho visto. È stato un momento difficile. Ma le storie devono essere raccontate. Se con il libro abbiamo raggiunto trecentomila persone, con il film speriamo di arrivare a una platea ancora più ampia», ha dichiarato.
Un progetto per educare i giovani al rispetto
Parallelamente al film, il progetto teatrale “Noi – Credevo fosse amore” debutterà il 16 novembre al Ridotto del Comunale di Vicenza. L’opera, scritta e diretta da Filippo Tognazzo, racconta le storie di due giovani intrecciando le loro esperienze con le voci di persone che fanno parte delle loro vite, come amici, familiari, insegnanti e operatori. L’obiettivo del progetto, chiamato SicuraMente, è educare i giovani al rispetto per prevenire la violenza di genere.
Il progetto, finanziato in parte dalla Regione del Veneto con 100mila euro, coinvolgerà 29 istituti scolastici superiori di cinque province venete, per un totale di 223 classi e 4.500 studenti del triennio. Le rappresentazioni saranno in doppia replica: la mattina per le scuole, la sera aperte a tutta la cittadinanza. Dopo il debutto a Vicenza, le altre tappe saranno al Teatro sociale di Rovigo il 2 dicembre, al Teatro Carlo Goldoni di Venezia il 2 febbraio 2027, al Cinema Teatro Don Bosco a Padova il 18 febbraio e al Teatro Mario Del Monaco a Treviso il 31 marzo.
Un impegno strutturale per le scuole
«Dialogare con le nuove generazioni significa imparare a parlare la loro lingua, fatta anche di creatività e intrattenimento», ha spiegato Gino Cecchettin, presidente della Fondazione intitolata alla figlia, durante la presentazione a Venezia con l’assessore regionale Paola Roma e la presidente della commissione Sanità e Sociale, Manuela Lanzarin. Il progetto è stato ideato alla fine della scorsa legislatura, quando Gino Cecchettin e l’allora governatore Luca Zaia si sono trovati d’accordo nel puntare su un progetto teatrale per trasmettere un messaggio.
«Noi vogliamo far capire che al centro di tutto c’è il rispetto. La nostra idea è far sì che questi momenti di incontro con i giovani diventino strutturali all’interno di un programma educativo», ha aggiunto Gino Cecchettin. L’obiettivo con cui è nata l’opera teatrale è «lasciare un messaggio»: «Sono sicuro che i ragazzi di fronte allo spettacolo noteranno anche alcuni aspetti della propria vita».
Nonostante le polemiche politiche, Gino Cecchettin ha confidato di non essere toccato da certe strumentalizzazioni: «Ho perso tutto con la morte di mia figlia, figuriamo se certe strumentalizzazioni mi amareggiano». Il film e lo spettacolo teatrale rappresentano un modo per onorare la memoria di Giulia e per trasmettere un messaggio di rispetto e consapevolezza alle nuove generazioni.
Il progetto è nato con l’obiettivo di educare i giovani al rispetto e prevenire la violenza di genere, attraverso un percorso che unisce l’arte al dibattito sociale. L’esperienza di Giulia, pur triste, diventa un’occasione per riflettere e crescere.
