Perizie della difesa di Sempio mettono in discussione prove chiave del delitto di Garlasco

Perizie della difesa di Andrea Sempio mettono in discussione prove chiave del delitto di Garlasco

Perizie della difesa di Sempio mettono in discussione prove chiave del delitto di Garlasco
Perizie della difesa di Sempio mettono in discussione prove chiave del delitto di Garlasco

Andrea Sempio, l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, potrebbe vedere modificarsi la sua posizione legale grazie alle perizie depositate dalla sua difesa. Le analisi presentate da esperti hanno messo in discussione due elementi chiave delle prove raccolte dalla Procura di Pavia: il Dna trovato sulle unghie della vittima e l’impronta insanguinata rinvenuta sulla scena del crimine. Questi dati, se confermati, potrebbero influenzare significativamente la ricostruzione del caso e il destino del 38enne.

Il Dna non è sufficiente a individuare Sempio

La difesa di Andrea Sempio ha depositato una perizia della genetista Marina Baldi, che ha analizzato il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Secondo la consulente, il profilo genetico compatibile con l’indagato non è sufficiente a dimostrare un contatto aggressivo diretto. Il materiale biologico, spiega Baldi, è composto da «profili misti, incompleti e non pienamente consolidati», il che ne riduce il valore probatorio. Inoltre, è stato trovato un ulteriore profilo maschile Y, non compatibile con Sempio, che potrebbe indicare la presenza di altre persone sulla scena del crimine.

La genetista ha sottolineato che il Dna non è univoco e non può essere utilizzato per individuare Sempio con certezza.

Le scarpe non corrispondono al piede di Sempio

Un’altra perizia, condotta da Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis, ha esaminato l’impronta insanguinata rinvenuta nella villetta. La scarpa incriminata, taglia 42, non è compatibile con le misure del piede di Sempio, che supera di oltre due centimetri la larghezza prevista per una calzatura di quella taglia. I consulenti della difesa hanno anche ricordato che Sempio ha sempre dichiarato di calzare il 44, e che la taglia 42 è compatibile con il piede dell’unico condannato per il delitto, Alberto Stasi.

La difesa ha anche sottolineato che i rilievi biometrici effettuati su Sempio nel 2025, con tecnologie tridimensionali, hanno confermato un rapporto di larghezza e lunghezza del piede che non corrisponde ai parametri standard di una calzatura taglia 42. Questo elemento, insieme alle altre perizie, potrebbe mettere in discussione la validità delle prove raccolte dalla Procura.

Le misure del piede di Sempio non corrispondono a quelle della scarpa incriminata.

La difesa ha inoltre consegnato alla Procura di Pavia una memoria esplicativa sui dialoghi «virtuali» registrati da Sempio in auto. I file audio, in cui il 38enne simulava interrogatori o si metteva nei panni di Alberto Stasi, avevano alimentato sospetti. Tuttavia, i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno spiegato che le registrazioni non costituiscono confessioni, ma semplici reazioni a teorie diffuse da altri. Gli avvocati hanno descritto il comportamento di Sempio come una forma di preparazione mentale, non un atto confessorio.

La Procura di Pavia, che ha chiuso le indagini su Sempio il 7 maggio 2026, dovrà valutare le perizie della difesa e decidere il passo successivo. Il caso di Andrea Sempio rimane un esempio di come le prove scientifiche possano essere reinterpretate e come le difese legali possano influenzare il corso di un processo. La verità, per ora, resta in bilico tra le evidenze e le contestazioni.