Regione del Veneto e Fondazione Giulia Cecchettin promuovono progetto teatrale contro la violenza di genere

La Regione del Veneto e la Fondazione Giulia Cecchettin lanciano un progetto teatrale per educare i giovani alla non violenza e alla parità di genere.

La Regione del Veneto e la Fondazione Giulia Cecchettin hanno lanciato un progetto teatrale intitolato SicuraMente, che mira a educare i giovani alla non violenza e alla parità di genere. Il progetto, articolato in uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Filippo Tognazzo, è destinato agli studenti delle scuole superiori e si svolgerà in diversi teatri veneti. L’iniziativa fa parte della campagna regionale Sicura, che promuove una rete per il sostegno alle donne e la prevenzione della violenza di genere.

Un progetto per costruire una cultura della non violenza

Il progetto SicuraMente si basa su un’azione educativa volta a sensibilizzare i giovani sul tema della violenza di genere, attraverso lo strumento del teatro. L’obiettivo è creare una cultura condivisa di non violenza, parità e responsabilità collettiva. L’evento è stato presentato a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, dove l’assessora ai Servizi sociali e alla famiglia, Paola Roma, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le scuole e il Terzo settore per generare un cambiamento culturale profondo.

La pièce teatrale e i momenti di riflessione

La pièce teatrale Noi – Credevo fosse amore racconta una relazione normale tra giovani, ma si concentra sulla differenza tra conflitto e violenza. L’autore e regista Filippo Tognazzo ha spiegato che l’opera non si focalizza sul femminicidio, ma sulla violenza psicologica che nasce in un rapporto. L’obiettivo è far vivere una situazione, non solo raccontarla. Il progetto include anche due momenti di incontro e riflessione, uno di preparazione allo spettacolo e uno di confronto e condivisione.

La prima dello spettacolo si terrà il 16 novembre presso il Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, seguita da altre date in diverse città venete. Tutte le rappresentazioni saranno in doppia replica, con spettacoli mattutini dedicati alle scuole e serate aperte a tutta la cittadinanza. A oggi, 29 istituti scolastici veneti hanno aderito al progetto, coinvolgendo oltre 4mila studenti delle classi terze, quarte e quinte.

Un impegno condiviso tra istituzioni e Terzo settore

L’assessora alla Coesione sociale di Venezia, Ermelinda Damiano, ha sottolineato il valore del patrocinio concesso e della collaborazione tra istituzioni, scuole e Terzo settore. «Unire le forze tra istituzioni, scuole e Terzo settore è l’unica via per generare un cambiamento culturale profondo», ha dichiarato. Il progetto interviene proprio laddove nascono le coscienze dei cittadini di domani, offrendo ai giovani gli strumenti critici necessari per contrastare ogni forma di discriminazione e violenza. La Fondazione Giulia Cecchettin, che ha collaborato al progetto, ha sottolineato l’importanza di trasmettere un messaggio di rispetto e consapevolezza. «Dobbiamo continuare e non smettere mai di parlare di questo fenomeno, più ne parliamo, più la consapevolezza cresce in tutti noi e si riesce poi a comunicare il reale valore del rispetto e le regole prioritarie», ha affermato la consigliera regionale Manuela Lanzarin.