Nuova pista su Garlasco: Zanella ipotizza ricatto e violazione della privacy
Nuova ipotesi sul delitto di Garlasco: Zanella suggerisce ricatto e accesso non autorizzato alla privacy di Chiara Poggi

Un nuovo elemento si aggiunge al mistero del delitto di Garlasco: il giornalista Gianluca Zanella ha ipotizzato che Chiara Poggi potesse aver subito un ricatto prima di essere uccisa, con la violazione della sua privacy come possibile fattore scatenante. La ricostruzione, basata su documenti emersi con la discovery del 2026 e su vecchi atti processuali, suggerisce che qualcuno avrebbe potuto entrare illegalmente nella vita privata della vittima, mettendo in atto una strategia di controllo o minaccia. La pista, detta “Mister X”, rimane per ora una figura teorica, ma potrebbe integrarsi con le indagini in corso.
La violazione della privacy e il ricatto
Secondo Zanella, la violazione della privacy di Chiara Poggi potrebbe aver avuto un ruolo cruciale nel delitto. Elementi come file cancellati su chiavette USB, scambi di email con significati ambigui e l’ombra di un presunto “Mister X” legato al furto di immagini private sono stati analizzati per ricostruire un quadro più completo. La giornalista ha sottolineato che alcuni di questi elementi erano già presenti nel processo su Alberto Stasi, mentre altri sono emersi grazie alla discovery del 2026.
La conversazione tra Chiara e una sua ex collega del 5 luglio 2007, in cui si parlava di “piccione” e “un altro”, ha suscitato sospetti. La chiavetta USB su cui erano salvati i messaggi è stata cancellata lo stesso giorno, un dettaglio che ha alimentato ulteriori dubbi. Zanella ha chiarito che il “piccione” potrebbe riferirsi a Alberto Stasi, mentre l’“altro” rimane un soggetto mai chiarito.
Chiara aveva persino criptato alcuni video intimi, un gesto che potrebbe indicare un timore di essere scoperta.
Un’ipotesi basata su fatti concreti
Zanella ha chiarito che la sua ricostruzione non è una verità processuale, ma una ipotesi fondata su elementi già presenti negli atti. Tra questi, un documento inequivocabile: lo scambio di email del 5 luglio 2007 tra Chiara e una sua ex collega, in cui si parlava di “piccione” e “un altro”. La conversazione, che sembrava riguardare relazioni personali, ha suscitato sospetti. La chiavetta USB su cui erano salvati i messaggi è stata cancellata lo stesso giorno, un dettaglio che ha alimentato ulteriori dubbi.
La giornalista ha anche sottolineato che il “piccione” potrebbe riferirsi a Alberto Stasi, mentre l’“altro” rimane un soggetto mai chiarito. Chiara, nota per la sua riservatezza, aveva persino criptato alcuni video intimi, un gesto che potrebbe indicare un timore di essere scoperta. La discovery del 2026 ha rivelato anomalie nel computer dei Poggi, tra cui immagini di una ragazza salvate e inviate a Stasi, con una foto di lui in perizoma. Questi dettagli hanno portato Zanella a ipotizzare un ricatto, un’ipotesi che potrebbe integrarsi con le indagini in corso.
La ricostruzione fatta a distanza di vent’anni potrebbe colmare alcuni vuoti ancora presenti.
La figura di “Mister X” è emersa come un elemento chiave nella ricostruzione di Zanella. Sebbene non sia stato identificato, la sua presenza è supportata da elementi investigativi. Andrea Sempio, l’indagato principale, ha parlato di attività legate alla sottrazione di immagini da profili WhatsApp, un’attività che potrebbe collegarsi al “Mister X”. Tuttavia, Zanella ha sottolineato che parla di questa figura per evitare di alimentare teorie del caos o di creare suggestioni. La sua ipotesi è basata su fatti concreti, ma non ha intenzione di sostituire il lavoro degli inquirenti.
La giornalista ha anche chiarito che la sua ricostruzione non sconvolge l’impianto investigativo, ma potrebbe colmare alcuni vuoti. Sebbene la ricostruzione sia stata fatta a distanza di vent’anni, Zanella la ritiene convincente. Tuttavia, alcuni nodi restano irrisolti, soprattutto riguardo a persone che hanno gravitato intorno alla vicenda. Per questo motivo, preferisce non dare risposte definitive, poiché le indagini sono ancora aperte e potrebbero emergere nuovi elementi.
